BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SINISTRA A PEZZI/ 2. Con l'addio di Bersani finisce per sempre la "diversità comunista"

Romano Prodi con Pier Luigi Bersani (Immagine d'archivio) Romano Prodi con Pier Luigi Bersani (Immagine d'archivio)

Il Pci fu protetto dal crollo del Muro da un lascito che risaliva agli anni 50 e che oggi si è consumato. Messo alla prova delle alleanze, Ds-Pd ha continuato ad essere fedele al dogma: “nessun nemico a sinistra”, con ciò consegnandosi per ben due volte alla sinistra radicale, ieri di Bertinotti, oggi di Vendola. Assorbite piccole minoranze socialiste, con gli eredi cattolici della Dc ha praticato relazioni di convenienza reciproca, senza farsi mettere in discussione sui temi centrali dell’emergenza antropologica, cui Barcellona e altri hanno dedicato un assolutamente meritevole allarme. Da questo punto di vista il Pd è divenuto un partito radicale di massa, rompendo con la tradizione del Pci. 

Sul piano programmatico, il Pd appare fortemente conservatore sui temi istituzionali e amministrativi, difende il primato assoluto dei partiti, spacciato per primato della politica. Intanto la sua base elettorale è cambiata: sempre meno lavoratori dell’industria, sempre più pubblico impiego, insegnanti, pensionati, piccola borghesia urbana. I ceti medi lo stanno lasciando. Chi ricorda più la conferenza di Togliatti tenuta al Teatro Municipale di Reggio Emilia il 24 settembre 1946 su “Ceto medio e Emilia rossa”? Gli ex-operai diventati piccoli artigiani o imprenditori non votano Pd. I giovani votano Grillo o si astengono. 

Sul piano culturale, il Pd non ha più un asse visibile. Prigioniero del primato berlingueriano dell’etica, in forza del quale ci si autocertifica corifei supremi della moralità, benché questa certezza non sia più così granitica, dopo la vicenda Mps. L’incapacità di passare ad uno stadio nuovo come il New Labour blairiano o la Neue Mitte di Schroeder è stata coperta da una troppo alta considerazione morale di sé. Questa è l’essenza dell’antiberlusconismo. Un po’ poco per fare politica, tenendo presente che “l’impresentabile” – ma per Berlinguer lo fu Craxi – ha un bel po’ di milioni di voti. Impresentabili anche loro?! Perciò i suoi gruppi dirigenti e i suoi neo-eletti sono esposti ai venti delle “etiche della convinzione” − trasposizione del narcisismo dell’Io sul piano etico − di cui i movimenti one issue della società civile sono portatori naturali. Troppo poco per tenere insieme un partito. E, infatti, ora l’equivoco è sciolto. 

E adesso?! Le strade per la sinistra non sono molte: o si infila, con Barca e Vendola, nel cammino già noto di una sinistra etica, massimalista e populista di sinistra, o prende la strada della sinistra europea di una socialdemocrazia rinnovata, un socialismo liberale, che abbandoni il vecchio paternalismo statalista della socialdemocrazia, che metta al centro la persona, la società civile, il federalismo, la destatalizzazione e la departitizzazione dei gangli fondamentali dell’Amministrazione, delle banche, dei giornali, delle banche. Non sarà il paradiso terrestre, ma certo un Paese più civile, più giusto, più normale. Come accade nel resto d’Europa. 


COMMENTI
24/04/2013 - Autoreferenziati (mario schi)

A mio avviso vanno integrate due precisazioni: a) la questione morale di Berlinguer era già allora solo autoreferenziale e solo chi non voleva vedere condivideva, basti pensare ai da sempre noti finanziamenti al partito venuti da Mosca allora nostra nemica (Patto di Varsavia) perciò ancor peggio e, mi sia permesso, comportamento più sconcio degli altri (inteso come tradimento di patria o collaborazione con il nemico). Anomalia purtroppo tollerata con il compromesso storico: io non dico cosa fai e tu mi lasci fare! b) il lavacro subito da DC e PSI nei primi anni 90 non poteva che essere la premessa di ciò che sta accadendo al PD, purtroppo per l'Italia solo vent'anni dopo. Perciò la situazione anomalea del PCI non è stata smontata dal MPS (Monte di Paschi) ma dalla sicumera di essere impuniti per eccesso di autoreferenza. Speriamo che con questo tracollo finisca la comunistizzazione strisciante avvenuta in Italia.

 
24/04/2013 - Impresentabili (Valentina Timillero)

L'autore scrive: "L’incapacità di passare ad uno stadio nuovo come il New Labour blairiano o la Neue Mitte di Schroeder è stata coperta da una troppo alta considerazione morale di sé. Questa è l’essenza dell’antiberlusconismo. Un po’ poco per fare politica, tenendo presente che “l’impresentabile” – ma per Berlinguer lo fu Craxi – ha un bel po’ di milioni di voti. Impresentabili anche loro?!" Temo di poter dire, interpretando - sulla base di buoni indizi... - il pensiero di buona parte del(l'ex) gruppo dirigente del fu Pd: sì, impresentabili anche loro. E credo che l'articolo di Barcellona pubblicato oggi, dedicato ai due populismi eversivi, così eversivi da aver fatto fuori il Pd!, ne sia la prova...

 
24/04/2013 - Mordere (Alberto Consorteria)

Bravo Cominelli, ha centrato il punto. Il PD politicamente non morde più da anni perso tra odio al Berlusca e spallucce legaliste che Marx avrebbe etichettato come borghesi (tra l'altro, nessuno degli ex PCI ha mai sconfessato pubblicamente l'esperienza comunista. Non male per quelli che si ritengono moralmente superiori...)