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Politica

SINISTRA A PEZZI/ 2. Con l'addio di Bersani finisce per sempre la "diversità comunista"

Romano Prodi con Pier Luigi Bersani (Immagine d'archivio)Romano Prodi con Pier Luigi Bersani (Immagine d'archivio)

Il primo passaggio da fare è quello dalla “repubblica dei partiti” alla “repubblica dei cittadini”, dalla Repubblica parlamentare alla repubblica presidenziale. Napolitano ha giustamente stigmatizzato come “regressione culturale” il rifiuto assoluto di ogni intesa e di ogni compromesso. Basta con l’angelismo cataro. Barcellona scrive di essere stato favorevole ad una presidenza Prodi, attribuendole una linea antiberlusconiana radicale. Ma anche Prodi avrebbe dovuto prendere atto che con gli attuali numeri in Parlamento è possibile solo un governo di coalizione. Se non si vuole la coalizione, si torna a votare a giugno. Dopo di che è facile profezia prevedere che l’antiberlusconismo radicale ci consegnerebbe la vittoria di Berlusconi. È esattamente quanto accade dal 1996: i governi di centro-sinistra ci hanno sempre regalato governi di centro-destra. E i movimenti eversivi? Sono sempre l’ultimo alibi dei conservatori di sinistra. 

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COMMENTI
24/04/2013 - Autoreferenziati (mario schi)

A mio avviso vanno integrate due precisazioni: a) la questione morale di Berlinguer era già allora solo autoreferenziale e solo chi non voleva vedere condivideva, basti pensare ai da sempre noti finanziamenti al partito venuti da Mosca allora nostra nemica (Patto di Varsavia) perciò ancor peggio e, mi sia permesso, comportamento più sconcio degli altri (inteso come tradimento di patria o collaborazione con il nemico). Anomalia purtroppo tollerata con il compromesso storico: io non dico cosa fai e tu mi lasci fare! b) il lavacro subito da DC e PSI nei primi anni 90 non poteva che essere la premessa di ciò che sta accadendo al PD, purtroppo per l'Italia solo vent'anni dopo. Perciò la situazione anomalea del PCI non è stata smontata dal MPS (Monte di Paschi) ma dalla sicumera di essere impuniti per eccesso di autoreferenza. Speriamo che con questo tracollo finisca la comunistizzazione strisciante avvenuta in Italia.

 
24/04/2013 - Impresentabili (Valentina Timillero)

L'autore scrive: "L’incapacità di passare ad uno stadio nuovo come il New Labour blairiano o la Neue Mitte di Schroeder è stata coperta da una troppo alta considerazione morale di sé. Questa è l’essenza dell’antiberlusconismo. Un po’ poco per fare politica, tenendo presente che “l’impresentabile” – ma per Berlinguer lo fu Craxi – ha un bel po’ di milioni di voti. Impresentabili anche loro?!" Temo di poter dire, interpretando - sulla base di buoni indizi... - il pensiero di buona parte del(l'ex) gruppo dirigente del fu Pd: sì, impresentabili anche loro. E credo che l'articolo di Barcellona pubblicato oggi, dedicato ai due populismi eversivi, così eversivi da aver fatto fuori il Pd!, ne sia la prova...

 
24/04/2013 - Mordere (Alberto Consorteria)

Bravo Cominelli, ha centrato il punto. Il PD politicamente non morde più da anni perso tra odio al Berlusca e spallucce legaliste che Marx avrebbe etichettato come borghesi (tra l'altro, nessuno degli ex PCI ha mai sconfessato pubblicamente l'esperienza comunista. Non male per quelli che si ritengono moralmente superiori...)