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IL PUNTO/ Panebianco: ecco i problemi del Pd che inguaiano il nuovo premier

Pubblicazione:giovedì 25 aprile 2013

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Berlusconi si considererebbe sufficientemente accontentato. Ha già ottenuto molto: era stretto in un angolo, era possibile che fosse eletto un presidente a lui ostile, che si formasse un esecutivo di minoranza con a capo Bersani, e che si andasse a elezioni con il Pd al governo. Ora, invece, può permettersi di rigirare il coltello nella piaga.

 

Data la situazione, è ancora possibile che si formi un governo forte?

Ne dubito. Le premesse indicano il contrario. Il governo potrà essere forte esclusivamente nel caso in cui Napolitano riesca a tenere la barra. Si tenga conto del fatto che Amato sarebbe tornato utile al capo dello Stato proprio perché ne avrebbe alleviato i compiti, disponendo di grande autorevolezza da spendere in sede europea.

 

E Letta no?

Letta, indubbiamente, ha il vantaggio dell’età. Sconta, tuttavia, il fatto di appartenere a quel gruppo dirigente dilaniato da lotte intestine. Significa che ha molti nemici interni che avranno contro di lui ragioni che non avrebbero avuto contro Amato. Il quale, ormai, non è più in gara per chissà quale futuro politico.

 

Pare che Berlusconi abbia posto il veto su Renzi perché, ipotizzando che sarà il suo sfidante alle prossime elezioni, non voleva dagli il vantaggio della premiership.

Sicuramente, lo teme. Renzi, un domani, potrebbe metterlo in seria difficoltà. Sempre che il Pd non si sfaldi definitivamente.

 

Cosa ne sarà, invece, di Scelta civica?

E’ un’aggregazione elettorale che resterà tale fino alle prossime elezioni. Dopo di che, alcuni dei suoi esponenti andranno con Renzi, altri con Berlusconi. 

 

(Paolo Nessi)



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