BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GOVERNO LETTA/ Franchi: un "inciucio" virtuoso

Enrico Letta (InfoPhoto) Enrico Letta (InfoPhoto)

Sia ben chiaro, è un nome simbolico. Ma riassume in sé alcune caratteristiche fondamentali: ha esperienza politica, ha amministrato bene, ma si è sottratto alla guerra civile tra centrodestra e centrosinistra che ha dilaniato il Paese negli ultimi anni.

 

Il Pd, considerando la propria debolezza, potrebbe cedere su questi fronti?

Non possiamo escluderlo. Tuttavia, il Pdl sa benissimo che non gli conviene più di tanto infierire, avendo già ottenuto tutto quello che poteva ottenere. Le stesse dichiarazioni di Berlusconi delle ultime ore denotano un atteggiamento, tutto sommato, conciliante.

 

Il Pd, quando sarà il momento di votare le fiducia, potrebbe scindersi?

Al momento della fiducia, ci saranno delle defezioni, ma sarà un fenomeno circoscritto. Non è escluso che, invece, la scissione ci sarà nei prossimi mesi, quando si tratterà di dover assumere delle decisioni sui singoli provvedimenti. La separazione potrebbe essere consensuale: una parte del partito, presumibilmente quella più a sinistra, potrebbe migrare altrove; oppure, potrebbe assumere i toni drammatici dei giorni della votazione del presidente della Repubblica.

 

Quali saranno le sfide del governo Letta sul piano internazionale?

Dobbiamo realizzare una politica economica che tenga conto delle esigenze del risanamento ma che, al contempo, possa consentirci di rivendicare l’allentamento di alcuni vincoli, in modo da poter rilanciare la crescita. Solo un governo forte e autorevole può farlo. In tal senso, il ruolo del presidente della Repubblica è stato, sin qui, fortissimo. Ma se fosse costretto a continuare a fare da “tutor” all'esecutivo, questo rappresenterebbe non solo la sconfitta delle forze politiche, ma dell’intero Paese. Significherebbe arrivare alle prossime elezioni senza che le contrapposizioni più esacerbate fossero state sanate.

 

Enrico Letta potrebbe disporre dell’autorevolezza per rappresentare un fattore di sintesi?

A dire il vero, sta dando ottima prova di sé. Pensi alla consultazione in streaming con i grillini: erano visibilmente disorientati. Non sapevano cosa rispondere. Li ha esposti alle proprie debolezze politiche, senza essere aggressivo né arrendevole, e manifestando capacità politiche e comunicative sulle quali era lecito avere dei dubbi e che, di questi tempi, difettano alla stragrande maggioranza dei politici di professione.

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
27/04/2013 - Quanto è brutto aver ragione! (Claudio Baleani)

Nel 1992 o giù di lì Il Sabato, settimanale vicino a CL, propose il governissimo. Non vollero ascoltare la sinistra DC e il PCI credendo che avrebbero vinto senz'altro. Per non fare quella scelta abbiamo pagato 20 anni di immobilismo e di deindustrializzazione dell'Italia. Se fosse passato il governissimo non avremmo avuto la scelta assurda di accettare l'euro a queste condizioni. Meglio tardi che mai! Adesso chi si oppone tira fuori gli stessi ragionamenti di prima giustificati dalla presenza di Berlusconi. Non hanno capito che se Berlusconi non ci fosse stato ce ne sarebbe uno ancora più indigesto per loro. Non hanno capito che se non passa Letta e la trasformazione antropologica della politica italiana noi stavolta ci giochiamo i risparmi che gli italiani hanno fatto in 60 anni e i giovani emigrano in Tunisia.