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LISTA MINISTRI/ Folli: la politica della concretezza

Giorgio Napolitano con Enrico Letta (InfoPhoto) Giorgio Napolitano con Enrico Letta (InfoPhoto)

Emma Bonino spicca per il modo fuori dagli schemi con cui è stata nominata. Ma certo nel suo complesso il governo presenta molte innovazioni rispetto al passato e appare allo stesso tempo equilibrato tra le coalizioni che lo compongono. Mi sembra giusto sottolineare anche il passaggio di Anna Maria Cancellieri dagli Interni alla Giustizia. È una riconferma ma anche un segno di continuità e di riconoscimento verso una persona che offre garanzia, che garantisce fiducia con il suo operato. E trovo innovativa e positiva anche la nomina del sindaco di Padova, Flavio Zanonato, allo Sviluppo economico. Non era di certo facile, in un momento così concitato, trovare soluzioni che a suo modo sono coraggiose.

C’è però un fatto che bisogna mettere a fuoco. La mancanza di personaggi cosiddetti “storici”, di primo piano nel governo. Soprattutto da parte della delegazione del Partito democratico, se si fa eccezione per Dario Franceschini.
Qui siamo di fronte a un problema più politico e anche a un problema di prospettiva. È una questione che si può analizzare da diversi punti di vista. Innanzitutto si può dire che la “non entrata” di personaggi che hanno segnato la politica di questi ultimi vent’anni, sia nel centrosinistra che nel centrodestra, può garantire a questo governo la fine di contrapposizioni che erano esasperate, che sono state esasperate e che ormai sono diventate sterili, contrarie a quella concretezza che invece richiede l’azione di questo governo. Per fare, realizzare cose, penso che la cosa migliore sia proprio quella di non riaprire vecchie ferite.

Ma un governo senza “pezzi da 90” tanto per schematizzare non può apparire più debole?
Vediamo la cosa da due lati. Il fatto che ci siano nomi sostanzialmente nuovi, anche se di buona preparazione, garantisce un rinnovamento, un po’ di freschezza al governo. Si potrebbe aggiungere, come aspetto meno ottimistico sulla durata del governo, che la “non presenza” di grandi personaggi può favorire più facilmente un disimpegno. Ma sostanzialmente credo che, una volta avviato il suo lavoro, se il governo funzionerà, non ci sarà bisogno di un disimpegno. Se l’azione di questo governo sarà efficace, verrà premiato anche lo spirito di innovazione che la lista dei ministri rappresenta.

(Gianluigi Da Rold)

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