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Politica

LISTA MINISTRI/ Folli: la politica della concretezza

STEFANO FOLLI, editorialista del Sole 24Ore, ex direttore del Corriere della Sera, commenta la creazione del nuovo governo Letta e l'assetto politico inaugurato dal "secondo" Napolitano

Giorgio Napolitano con Enrico Letta (InfoPhoto)Giorgio Napolitano con Enrico Letta (InfoPhoto)

Stefano Folli, editorialista del Sole 24Ore, ex direttore del Corriere della Sera, è sorpreso e colpito positivamente soprattutto dalla scelta di Emma Bonino al dicastero degli Esteri. «Il nuovo governo mi sembra equilibrato» dice Folli a ilsussidiario.net. «Hanno fatto un buon lavoro in un clima talmente concitato. Ma la scelta di Emma Bonino alla Farnesina è veramente una scelta innovativa. Si può vedere il fatto da diversi punti di vista, anche che sia un ministro degli Esteri donna. Ma quello che più colpisce è che non fa parte di alcuna coalizione, che è fuori dagli schemi tipici della politica italiana. In fondo Emma Bonino è un personaggio che ha una lunga esperienza internazionale, ma fa sempre parte di un piccolo partito che non rientra nei giochi delle trattative per un governo. Quindi è una sorpresa positiva, un segnale di discontinuità, se vogliamo usare questi nuovi neologismi, che può ridare credibilità alla politica italiana in un momento come questo».

Va dato atto a Stefano Folli di essere stato il primo, se non l’unico, analista politico che, dopo il voto del 24 febbraio, ha scritto e dichiarato che lo snodo della crisi poteva passare solo da un ripensamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Occorre dire “onore al merito”. Ma ora ci sono i problemi di questo governo.

Quali sono, Folli?
Questo resta un Governo di scopo, che deve guadagnarsi giorno dopo giorno la fiducia delle persone. È positivo che sia stato possibile realizzarlo dopo tutto quello che è successo in questi due mesi. Ma è inutile adesso pensare a grandi programmi, a grandi interventi. Quello di cui ha bisogno questo Paese è soprattutto un rinnovato dialogo con le istituzioni e quindi il Governo deve saper dialogare con le persone, i territori, le categorie sociali. Direi che il perno della questione deve però essere la concretezza. Questo deve essere il governo della concretezza, delle cose concrete, degli interventi necessari e ragionevoli. È solo in questo modo che si può contenere la protesta, la sfiducia e quello che ha caratterizzato il populismo in salsa grillina.

Quindi lei non pensa che questo debba essere necessariamente un governo a termine, un governo destinato a una breve stagione?
È un problema che non ci può porre adesso. Ripeto: questo è un governo di scopo che deve guadagnarsi la sua credibilità giorno dopo giorno. Cominciamo a dire che questa è una giornata positiva e che un governo è stato formato. Cerchiamo anche di pensare da dove eravamo partiti e come ci si ritrovava solo quindici giorni fa.

Guardiamo ancora la lista dei ministri. Oltre alla presenza di Emma Bonino chi l’ha colpita?