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SINISTRA A PEZZI/ Barcellona: il Pd non può fare a meno della vera "questione morale"

Enrico Berlinguer (Immagine d'archivio) Enrico Berlinguer (Immagine d'archivio)

Trovo anche che la continua produzione di leggi ad personam sia una palese violazione del principio di eguaglianza davanti alla Legge che dovrebbe essere incarnato anzitutto dal Presidente del Consiglio. Non credo che si possa ignorare la quantità di episodi che riguardano la corruzione politica dei vari Scilipoti di turno che non è immorale ma semplicemente illecita. 

La condotta di Berlusconi dopo le elezioni mi conforta in queste preoccupazioni: lotta aperta ai magistrati che lo hanno inquisito, accusati di essere veri e propri terroristi, aprendo uno scontro con la magistratura in generale che ha di fatto impedito ogni serio discorso sulla riforma della giustizia. L’assedio alle sedi giudiziarie dei suoi seguaci più fedeli e le invettive che egli stesso ha pronunciato nel comizio di Bari, dovrebbero rendere indigesto a tutti gli italiani un governo espresso in realtà da un solo personaggio che ama presentarsi come il capo indiscusso di una forza politica che vive al di fuori di ogni regola democratica per la selezione dei candidati e per la definizione dei programmi. 

Sul piano opposto, ma con le stesse caratteristiche, considero anche la coppia Grillo-Casaleggio obiettivamente portatrice di un virus eversivo che si manifesta sempre più evidentemente con atti di aggressione verbale e vere e proprie manifestazioni intimidatorie. Anche in questo caso non voglio estendere questo giudizio all’intero corpo degli elettori 5 Stelle, che hanno in corpo rabbia e frustrazione per il modo in cui l’Italia è stata governata da una parte del ceto politico dirigente. Le urla di disprezzo, la reiterata affermazione che bisogna distruggere i partiti e ogni altro corpo intermedio per attuare una fantomatica democrazia digitale che crede di poter designare il presidente della Repubblica con 4mila voti telematici è a mio parere un delirio pericoloso per la convivenza civile del Paese. 

Naturalmente queste considerazioni, che vorrei venissero considerate con attenzione anche da quelli che oggi, come Galli della Loggia e altri opinionisti, tendono a proporre un uso più decoroso della parola “inciucio”, non significano il rifiuto di una politica di alleanze, che sono stato abituato a fare nella mia esperienza di comunista e come era certamente possibile con la Democrazia cristiana, con la quale per dieci anni di attività politica in Parlamento e in Consiglio ho avuto modo di collaborare e stringere anche solide amicizie. 

Le forze politiche guidate da Grillo e da Berlusconi rispondono a una logica di padre-padrone che non permette purtroppo di considerarle affidabili.