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PROGRAMMA/ Dall'Imu agli esodati, i punti del Governo Letta

Le misure che il governo guidato da Enrico Letta si appresta ad attuare possono essere riassunte in 10 punti principali che lo stesso premier incaricato ha illustrato durante il suo discorso

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I PUNTI DEL PROGRAMMA DEL GOVERNO LETTA - Le misure che il governo guidato da Enrico Letta si appresta ad attuare nel futuro prossimo possono essere riassunte in dieci punti principali che lo stesso premier incaricato ha illustrato durante il discorso di presentazione dell’esecutivo prima del voto di fiducia del Parlamento (questa sera la Camera, domani il Senato).

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Fisco e Imu – Uno dei temi principali riguarda senza dubbio la pressione fiscale e l’abolizione dell’Imu, la tassa sulla prima casa che il governo Letta si appresta a cancellare dal prossimo mese di giugno. "Basta sacrifici per i soliti noti. Questo significa ferrea lotta all'evasione, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente", ha detto il premier.

Lavoro - Necessario fin da subito “ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari". "Vogliamo ridurre le tasse sul lavoro – ha spiegato Letta - quello stabile, quello sui giovani e sui neo assunti”.

Europa -  Letta ha annunciato che “nelle sedi europee individueremo le strategie per arrivare alla crescita senza compromettere il risanamento della finanza pubblica, l'Ue è in crisi di legittimità proprio quando i cittadini ne hanno bisogno". Uno dei principali obiettivi di questo governo, “continuo e a tutto campo”, sarà quindi “la riduzione fiscale senza indebitamento”, anche perché “di solo risanamento l'Italia muore, ma il mantenimento degli impegni presi con il Def è necessario ad uscire quanto prima dalle procedure di disavanzo eccessivo e recuperare spazi di manovra per i vincoli che dobbiamo rispettare”.

Welfare - "Dobbiamo rilanciare il welfare tradizionale europeo, il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari". "Si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli e proposte di incentivi con part time misti e con la staffetta per la parallela assunzione di giovani", annuncia ancora Letta durante il discorso.

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Mezzogiorno - "Metteremo in condizione il Sud di crescere da solo, attraverso l'annullamento del divario con il Nord", afferma Letta. E’ dunque necessario proseguire sulla strada indicata dal governo Monti, "puntando su una buona gestione dei fondi europei".

Esodati – Dopo quanto accaduto con il governo Monti, Letta ha fatto sapere che "con la vicenda degli esodati la comunità nazionale ha rotto un patto: bisogna trovare una soluzione strutturale. E' un impegno prioritario di questo governo ristabilire la situazione".

Donne - "Sull'occupazione femminile occorre fare molto di più. La maggiore presenza delle donne nella vita economica, sociale e politica dà straordinari contributi, ma siamo lontani dagli obiettivi europei: non siamo ancora un paese delle pari opportunità", dice il premier.

Costi della politica – Nel corso dell’intervento viene toccato un altro punto di estrema importanza, quello del finanziamento pubblico ai partiti: "Il sistema va rivoluzionato", ha detto Letta, partendo innanzitutto dalla abolizione della legge in vigore. Bisogna anche “ricominciare con la decenza, la sobrietà, lo scrupolo e la banalità della gestione del padre di famiglia. Ognuno deve fare la sua parte e a questo fine il primo atto del governo sarà eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità".

Riforme - "Serve una riforma che avvicini cittadini alle istituzioni con principi di democrazia governante, la possibilità di superare il bicameralismo paritario e evitare ingorghi come quello appena sperimentato", dice Letta. La legge elettorale, invece, è utile non solo per “avere una maggioranza sufficientemente ampia e coesa in grado di garantire governi stabili, ma anche per restituire legittimità alla politica”. "Sono certo che le forze politiche saranno in grado di trovare ottime soluzioni, ma migliore della legge attuale sarebbe almeno il ripristino della legge elettorale precedente”.

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