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ELEZIONE CAPO DELLO STATO/ Ceccanti: il "caso" Friuli non esiste, si vota ad aprile

Pubblicazione:mercoledì 3 aprile 2013

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Qualsiasi soluzione che comporti un accordo chiuso tra due sole minoranze escludendo la terza porterebbe a strascichi spiacevoli. Non è detto che creerebbe le condizioni per un Governo successivo. A quel punto la minoranza esclusa potrebbe fare una campagna vittimistica tesa a delegittimare il nuovo inquilino del Quirinale in elezioni prevedibili per fine giugno.

 

C’è il rischio che non si raggiunga la maggioranza necessaria? Che cosa accadrebbe in quel caso?

Spesso da uno stallo provvisorio possono emergere larghe e impreviste condivisioni, come accadde con Carlo Azeglio Ciampi.

 

Quanto peserà sul voto per il presidente della Repubblica la necessità di trovare una mediazione politica in vista della formazione del nuovo governo?

Molto, anche se in realtà non c'è un nesso così stringente. Votare una persona insieme è molto più semplice di realizzare un accordo di Governo. In realtà un nuovo governo suppone non un accordo blindato a due sul Quirinale ma una decantazione agevolata da un consenso ancora più ampio sul Quirinale.

 

(Pietro Vernizzi)



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