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Politica

M5S/ Dai grillini nessun nome per un governo, ma le tensioni interne aumentano

Beppe Grillo torna a dover fare i conti con una situazione interna al Movimento 5 Stelle che appare al momento piuttosto tesa, iniziata con l'apertura a Bersani di Vito Crimi.

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Beppe Grillo torna a dover fare i conti con una situazione interna al Movimento 5 Stelle che appare al momento piuttosto tesa. Prima ci ha pensato il suo capogruppo al Senato, Vito Crimi, secondo cui “forse poteva essere intrapresa una strada mai percorsa prima, e cioè di affidare il governo a Bersani che con i suoi ministri poteva presentarsi al Parlamento e qualora non avesse ricevuto la fiducia poteva continuare, alla stregua dell'attuale governo Monti, senza la fiducia ma solo per gli affari ordinari". L’ex comico genovese è dovuto correre ai ripari con un nuovo post in cui ha chiarito che “Bersani non è meglio di Monti, è semplicemente uguale a Monti, di cui ha sostenuto la politica da motofalciatrice dell'economia”. Intanto martedì sera i parlamentari M5S, riuniti in assemblea a Montecitorio, hanno deciso che non forniranno nessuna rosa di nomi o liste di personalità per un eventuale esecutivo a cinque stelle. Continua dunque la linea dura, anche se la decisione sarebbe stata presa durante un’assemblea plenaria dai toni particolarmente accesi, tanto che, secondo quanto raccontano le agenzie di stampa, una giovane deputata bolognese, Mara Muzzi, avrebbe lasciato l’incontro in lacrime poco prima della votazione. Inoltre la stessa linea è stata stabilita a maggioranza, ma non all’unanimità come avvenuto invece in passato, tanto che circa in 30 si sono detti favorevoli a una trattativa.

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