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Politica

PORCELLUM/ Il giurista: Beppe Grillo, solo il nuovo governo potrà eliminarlo

Per MARCO OLIVETTI, in questa fase né il governo Monti né il Parlamento possono modificare la legge elettorale, in quanto prima occorre un nuovo esecutivo che ottenga la fiducia

Roberto Calderoli, l'inventore del PorcellumRoberto Calderoli, l'inventore del Porcellum

“Monti potrebbe fare un decreto di due righe con cui stabilisce che abroga il Porcellum e rivive il Mattarellum”, ha dichiarato Beppe Grillo nei giorni scorsi. Il costituzionalista Valerio Onida, uno dei quattro saggi incaricati da Giorgio Napolitano di esaminare le riforme istituzionali, gli ha replicato: “Sarebbe molto, molto singolare che si intervenga con un decreto. Il governo Monti esercita l'ordinaria amministrazione, non è un governo espresso in questa legislatura: che adotti un provvedimento operativo mi sembrerebbe incredibile. Deve intervenire il Parlamento”. Ilsussidiario.net ha intervistato Marco Olivetti, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Foggia.

Monti potrebbe modificare la legge elettorale per decreto come proposto da Grillo?

A questa domanda è difficile dare una risposta per due ragioni. La prima è che ormai con decreto legge si tende a fare ogni cosa. E la seconda è che sta entrando sempre più in crisi anche l’idea che un governo in prorogatio come quello di Monti incontri dei forti limiti. Nonostante questo, se si modificasse la legge elettorale con un decreto mi sembrerebbe una scelta davvero estrema e poco giustificabile nella logica del nostro diritto costituzionale. Tantopiù che comunque quel decreto legge dovrebbe poi essere convertito in legge dal Parlamento.

E se a chiedere un decreto-legge fosse il presidente Napolitano?

Anche questo credo che sarebbe improprio. Ci troviamo in una situazione fortemente anomala, perché abbiamo un governo che è in carica per gli affari correnti, e che si è dimesso in quanto nella scorsa legislatura gli era stato tolto il sostegno parlamentare. Nel frattempo ci sono state nuove elezioni, dalle quali oltre a un nuovo Parlamento deve derivare anche un nuovo governo. Il grado di legittimazione che ha questo governo, e anche quello che ha il presidente della Repubblica, che è a fine mandato, sono entrambi debolissimi.

L’unica strada percorribile è quindi una modifica da parte del Parlamento?