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VITTADINI/ Finalmente la politica che fa politica

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E‘ il lavoro, lungo, pacato e critico di chi vuol far tesoro dell’esperienza e desidera lavorare per proporre contributi nuovi, superando il finto spontaneismo di forme di partecipazione dominate da pifferai magici. Da queste premesse, due giorni fa, è nato il governo Letta che, con i tanti volti nuovi, spesso tecnici e politici "comuni", demolisce un altro dei miti propugnati in questi anni da certi intellettuali: quello del divo, coi suoi cortigiani, come unico protagonista di una politica ideologica e centralista.

Ma, detto tutto ciò, come politici appartenenti a opposti schieramenti, apertamente in conflitto, possono rendere duratura la collaborazione che hanno cominciato? Non basta la furbizia e la tattica elettorale, contro i tanti che, divorati da ideologie violente di destra, di sinistra e qualunquiste, remano coscientemente contro.

Julián Carrón ha scritto su Repubblica del 10 aprile scorso: "Se non trova posto in noi l’esperienza elementare che l’altro è un bene, non un ostacolo, per la pienezza del nostro io, nella politica come nei rapporti umani e sociali, sarà difficile uscire dalla situazione in cui ci troviamo. Riconoscere l’altro è la vera vittoria per ciascuno e per tutti". Solo basandosi su questo profondo assunto - così come avvenne nel 46 - si potranno cercare regole comuni di convivenza, ci si può impegnare per un nuovo sviluppo basato sull’eliminazione di quei lacci e lacciuoli che bloccano gli operatori economici, si può  riformare il welfare e il sistema dell’istruzione basandosi sulla sussidiarietà nell’ascolto di istituzioni e associazioni impegnate in modo non corporativo per il progresso del nostro Paese.

L’auspicio è che questo governo duri tutta la legislatura, perché tanto è il tempo necessario per lavorare ad un reale piano di riforme che faccia ripartire il Paese, ma ancor più lungo è il tempo per favorire questo clima di operosa collaborazione e di rispetto dell’altro, non solo in politica, ma anche nella vita quotidiana.



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COMMENTI
02/05/2013 - Una valutazione sull'attuale situazione (MARIO PAROLIN)

Sul fatto che il rispetto per l'altro sia la base di una convivenza civile non vi sono dubbi. Sul fatto che le soluzioni delle problematiche di natura sociale, politiche ed economiche, trovino valutazioni e metodi solutivi diversi, anche su questo, a mio avviso, non ci sono dubbi. Non è che scientemente una parte, di solito, odi il suo prossimo e ne voglia la rovina, ma pensa di utilizzare soluzioni che non vanno bene all'altra parte per ottenere il meglio (tutto il pensiero economico docet). E' il vecchio gioco democratico della maggioranza che governa e dell'opposizione che pungola e positivamente critica. Della maggioranza non dei più bravi. La confusione fra queste parti della dialettica democratica non è mai cosa normalmente condivisibile anche quando fatta con le migliori intenzioni. Può andar bene in situazioni di particolare gravità sociale purché abbia una durata limitata, necessaria per il raggiungimento di una scopo prefissato e condiviso. Questa dell'alternativa e della dinamica fra maggioranza e opposizione è la caratteristica fondante della democrazia. Poi si possono ipotizzare altre forme per gestire la cosa pubblica ma gli va dato il suo nome. Da ultimo il parlamento è così diviso perchè il voto degli italiani è stato diviso. Quindi a chi la decisione ultima? al voto popolare o alle elucubrazioni di persone più o meno saggie?

 
30/04/2013 - Qualcosa di muove... (Luigi PATRINI)

Gli anni recenti confermano la previsione di Augusto Del Noce: il PCI si è trasformato in partito Radicale di massa, tradendo le istanze popolari che lo caratterizzavano e lo facevano interlocutore apprezzato di un popolo che, come quello italiano, ha assorbito profondi valori cristiani: ricordiamo bene le simpatiche baruffe di don Camillo e Peppone, sempre in lotta tra loro, ma sempre uniti nel grande amore per il popolo e pronti ad accordarsi per un bene più grande. Lo sfaldarsi del PD segna la fine del sogno dell’Ulivo, come conferma anche la paranoica bocciatura della candidatura di Prodi: i cattolici facciano i cattolici e i comunisti facciano i comunisti, siano fino in fondo quel che hanno scelto di essere e …si apprezzino a vicenda per quel che di buono ciascuno porta con sé! Mi sembra positivo che ci sia un polo di centro che si sta organizzando, perché i due antagonisti, PdL e PD, “simul stant” e “simul cadent”: se il PD si scinde anche il PdL si scomporrà, ed anche per Berlusconi, “collante” del suo partito, ancorché rivitalizzato dagli errori altrui… il tempo farà il suo corso e, prima o poi, lo indurrà a fare …il nonno! Forse ritorniamo ai partiti della Prima Repubblica, con il vantaggio che, caduta l’URSS, si potrà realizzare una democrazia dell’alternanza anche in Italia: sarebbe un toccasana per la democrazia! Forse Vico aveva ragione con la teoria dei “corsi e dei ricorsi”! Diamoci da fare tutti: qualcosa di positivo ce l’hanno di sicuro anche i grillini!

 
30/04/2013 - Questo governo ci darà una manona, evviva (claudia mazzola)

Letta mi dà fiducia, oggi respiro meglio, senza lavoro, coperta di debiti. Quanto è bella la politica fatta così!

 
30/04/2013 - meraviglioso (luisella martin)

Potrebbe venire in mente di attribuire a tanti uomini di buona volontà la svolta positiva che il governo di Enrico Letta ha fatto. Ciò che é accaduto é talmente meraviglioso, da riportare a Lui che ci ama tutti, specialmente quando sbagliamo. Anni e anni di contrapposizioni inutili in politica, in televisione, sui giornali, nei tribunali e in famiglia, sono scomparsi con le parole del Presidente del Consiglio, lasciando un filo di fumo nero nell'aula di Montecitorio, segno che l'inutile dispettoso traslocava. Con stupore ho visto tanti giovani e meno giovani belli "dentro", tanto che le stupide cantalene dei giovani solo per età, suonavano di poco conto, inessenziali di fronte a quei sorrisi di quando la verità trionfa. Ora tocca a tutti quelli che, come noi,si sentono cittadini della città del Bene!