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SCENARIO/ 1. Così Renzi si prepara a fare il premier (senza il Pd)

Pubblicazione:giovedì 4 aprile 2013

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Mentre i politici vanno nei talk show, e si attorcigliano in fumisterie sempre più incomprensibili, lui va nel programma più visto dagli italiani.

 

Un salto a destra. A sinistra Amici è considerato trash berlusconiano.

Sì, da Zagrebelsky, probabilmente. Per il resto, è una trasmissione dove, a dirla tutta, viene pure premiato il merito. Più che un salto a destra, lo definirei un salto di lato. Renzi non parla più con i politici, ma direttamente con la gente. Per questo, è presumibile che non gli importi più nulla di vincere le primarie del Pd per prendere in mano il partito.

 

Cosa può fare, allora?

Probabilmente, una cosa nuova. Quello che voleva fare Monti, ma più in grande.

 

Quindi, si fa un partito?

Non direi. I partiti sono una cosa vecchia. Può fare una lista civica nazionale. O, meglio ancora, una sorta di comitato elettorale. Non ci sarebbe il partito del premier, ma la “squadra” del premier. Siccome i partiti tradizionali non sono in grado di garantire un governo, e neppure Grillo ha dimostrato di poterlo fare, Renzi potrebbe dire: “allora, mi candido io”. Forte di queste considerazioni, potrebbe, a quel punto, invitare le forze responsabili a sostenerlo. In tal caso, ci sarebbe buona parte del Pd, del centro e del Pdl, disposta a seguirlo.

 

Come interpreta la mossa dei dieci senatori renziani?

Anche questo rappresenta parte della sua campagna elettorale. Un’operazione dal sapore grillino. Ma, a differenza di Grillo, Renzi può dimostrare di avere una cultura di governo. Sarà la chiave del suo eventuale successo elettorale. Alle prossime elezioni, infatti, la gente sarà arrabbiata come adesso. A quel punto, tuttavia, avrà iniziato da un pezzo ad avere paura. Avrà capito che l’Italia non può restare senza un governo mentre il mondo attorno crolla.

 

Può vincere?

Diciamo che può giocarsi la partita. Resta da capire, ovviamente, come reagiranno il Pd e Berlusconi ad sua eventuale discesa in campo. 

 

(Paolo Nessi)



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