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SCENARIO/ 2. L'ideologo di Beppe Grillo: sono Pd e Pdl a bloccare il Parlamento

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Evidentemente, i partiti temporeggiano. Stanno trattando sottobanco sul presidente della Repubblica. Un inciucio che, nelle loro intenzioni, sia propedeutico ad un esecutivo Pd-Pdl. Non solo. I regolamenti prevedono che, nell’istituire le commissioni, ne vengano nominati i presidenti. Si tratta di cariche particolarmente ambite, tradizionalmente oggetto di spartizione tra i partiti. Ora, siccome ancora non si sa chi andrà al governo, e come andranno ripartite le varie poltrone, le forze politiche - salvo l’M5S - preferiscono attendere. E, nel frattempo, sospendere la democrazia.

 

Perché “salvo l’M5S”?

Perché è l’unico partito al quale non importa nulla delle poltrone e vorrebbe fin da subito lavorare in Parlamento.

 

Secondo lei, i partiti hanno qualche interesse a cambiare la legge elettorale?

Mi limito a registrare che, con questo premio di maggioranza, pensano: “chissà che la prossima volta non vada bene a noi”.

 

Verosimilmente potremmo tenerci questo governo per una durata a piacere?

No. Il nostro sistema costituzionale è fondato su un sistema di poteri bilanciati, ed è costruito in modo tale che non ci sarà mai un vuoto di uno dei poteri. Io avevo suggerito una prorogatio limitata. Di qualche mese, al massimo. Ma, di fatto, qualche mese è già trascorso. La situazione, così com’è, non può durare. Credo che, in tal senso, Napolitano abbia fatto bene a trovare una soluzione per far decantare la situazione fino alla prossima elezione del presidente della Repubblica. In alternativa, si sarebbe potuto dimettere per consentire al nuovo capo dello Stato di sciogliere le Camere a andare a nuove elezioni. Napolitano, infatti, trovandosi nel semestre bianco non può farlo. Tuttavia, i mercati non avrebbero mai compreso in tempi ragionevoli il concetto di “semestre bianco”. Avrebbero, semplicemente, inteso il gesto del Colle come un segnale di debolezza: il comandante che abbandona la nave durante la peggiore delle tempeste.

Secondo lei l’M5S, nei prossimi giorni, si ostinerà a rifiutare qualunque accordo?

L’M5S presenterà un suo candidato al Colle che, verosimilmente, non ce la farà. Dalla terza votazione in poi, quando sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti, bisognerà capire se il movimento continuerà a sostenere il proprio candidato o se sposterà i propri voti su uno tra quelli emersi nel  frattempo. Tutto può succedere. Dal punto di vista della coerenza, è asupicabile e prevedibile la prima ipotesi. 

 

(Paolo Nessi)



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