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SCENARIO/ 2. L'ideologo di Beppe Grillo: sono Pd e Pdl a bloccare il Parlamento

Pubblicazione:giovedì 4 aprile 2013

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L’M5S continua a dire "no" a tutto. Ad un governo col Pd, o ad una qualsivoglia soluzione che consenta di dare un esecutivo al Paese. Salvo un esecutivo targato 5 Stelle, ovviamente. D’altro canto, Grillo ha ribadito, dal suo blog, per l’ennesima volta: «Perché hai votato il M5S? Per fare un governo con i vecchi partiti? Per votare in Parlamento i meno peggio? Se hai votato per il M5S Allora hai sbagliato voto». Dal punto di vista dei grillini, non si tratta di una posizione irresponsabile. Tanti provvedimenti si possono assumere anche alle attuali condizioni. A partire dalla riforma della legge elettorale, considerata dall'M5S una priorità. Abbiamo chiesto di precisare in che termini questo sia possibile a Paolo Becchi, professore di Filosofia del diritto nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova, ritenuto l’ideologo dell’M5S.

 

Senza  un governo pare che l’impasse sia destinato a durare.

Tutte falsità. L’idea è frutto di un’operazione mediatica volta, sostanzialmente, a impedire all’M5S di poter lavorare in Parlamento e, contestualmente, ad attribuirgli la responsabilità dello stallo.

 

Ci spieghi.

La legge elettorale, tanto per cominciare,  non è di competenza del governo (del resto, quello attualmente in carica se avesse voluto vararla avrebbe avuto 14 mesi a disposizione). Si tratta di una legge ordinaria. Di cui si deve occupare il Parlamento. Quello attuale, è operativo, ed è autorizzato a farlo. Ci siamo già dimenticati che ha varato un provvedimento per le piccole e medie imprese, mentre al governo non è rimasta che l’emanazione del decreto attuativo?

 

Quindi?

Il Parlamento potrebbe iniziare a lavorare sulla legge elettorale già da oggi. Anzi, avrebbe potuto iniziare a farlo già da un mese. Rispetto alla legge elettorale, poi, sarebbe bastata una legge di due righe: “il porcellum è abrogato. E’ in vigore il precedente sistema”. Invece, si sta bloccando la democrazia e il funzionamento della Camere. 

 

Come?

Mettendo al Parlamento i bastoni tra le ruote. Esso, lo ribadisco, è pienamente operativo; tuttavia, affinché i suo meccanismi possano realmente entrare in funzione, è necessario che vengano istituite le commissioni permanenti. Il regolamento è molto chiaro. Una volta che si sono riunite le Camere, per prima cosa è necessario formare i gruppi parlamentari. Fatto questo, si nominano i presidenti di Camera e Senato. Successivamente, i presidenti devono prendere atto della necessità di istituire le commissioni e calendarizzarne la nomina. Qualunque proposta di legge, infatti, deve passare attraverso di esse.

 

Perché non sono ancora state formate?


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