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Politica

COMMISSIONI & PARLAMENTO/ Il giurista: caro Grasso ha ragione Beppe Grillo

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Ai tempi della Dc le crisi di governo duravano tranquillamente dei mesi. Nel frattempo, i presidenti della Repubblica conferivano mandati esplorativi. Che, per inciso, non rappresenta altro se non un accordo tra gentiluomini.

 

All’epoca della Dc si poteva restare senza governo perché non avevamo il problema dello spread e dei mercati internazionali.

Se è per quello, la borsa non è ancora crollata perché i mercati sanno benissimo che la politica economica per il 2013 è stata scritta nel 2012.

 

Tornando alle commissioni: può un Parlamento operare senza che siano state istituite?

No. Anzitutto, perché sarebbe complicatissimo: le commissioni rappresentano l’ossatura del lavoro delle Camere. Al di là del fatto che molto può variare a seconda del tipo di legge, c’è poi una ragione strettamente giuridica per cui le commissioni sono necessarie.

 

Ci spieghi.

Il procedimento legislativo di base prevede che la legge, in sede istruttoria, prima di essere approvata in Assemblea, passi in commissione per essere predisposta e discussa. Lo afferma esplicitamente l’articolo 72 della Costituzione: «Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale». Certo, l’Assemblea può adottare, in casi straordinarie, provvedimenti d’urgenza. Ma la legge, di per sé, deve seguire questo iter. 

 

(Paolo Nessi)

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