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Politica

SPACCATURA NEL PD/ Così Berlusconi mette tutti contro Bersani

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Credo che il suo intervento confermi come nello stato maggiore del Pd vi sia un’insoddisfazione profonda, e la volontà di uscire dall’angolo. Il fatto che Franceschini, che è stato tra i supporter del segretario, tratteggi una linea alternativa alla sua, lascia intendere come il sistema di alleanze attorno a Bersani si stia sgretolando.

 

E’possibile che Bersani abbia compreso che l’accordo con il Pdl sia necessario ma che, non potendo affermalo esplicitamente (finora la sua linea è quella del rifiuto ad oltranza), mandi altri in avanscoperta?

Il passaggio dal rifiuto alla disponibilità non potrebbe essere indolore. Non si può essere segretari di due linee opposte. Se passasse la linea dell’accordo, è probabile che il processo dovrà essere guidato da qualcun altro.

 

Secondo lei, l’accordo ci sarà?

Rientra nel novero delle cose necessarie. Le due forze maggiori devono, anzitutto, accordarsi sul nome del presidente della Repubblica. E, in seguito, su un governo che ci traghetti alle prossime elezioni. Chi farà questa operazione dovrà chiedere la fiducia al Pd. Credo, in ogni caso, che l’eventuale crisi in seno alla direzione del Pd si aprirà dopo l’elezione del presidente della Repubblica e in base al modo in cui si orienterà per affidare l’incarico.

 

Cosa ne pensa dell’intervista smentita da Rosi Bindi?

Conosco il giornalista in questione, e dubito che si sia inventato l’intervista. Probabilmente, la Bindi si è accorta di aver detto più di quanto voleva che fosse riportato. In ogni caso, resta il fatto che questo episodio conferma come sempre più persone abbiamo deciso di scaricare Bersani. Non dimentichiamo che la Bindi, nella smentita, non ha detto una sola parola in suo sostegno. E nessuno tra i dirigenti titolati del Pd, in questi giorni, ha ritenuto di spendersi a favore del segretario.

 

(Paolo Nessi)

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