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NAPOLITANO/ Nel 1976 ci fu il coraggio di fare le larghe intese

Pubblicazione:lunedì 8 aprile 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 8 aprile 2013, 21.41

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Giorgio Napolitano ricorda l'esperienza del 1976, quando le forze politiche misero da parte le inimicizie e si accordarono con le larghe intese. E' un chiaro riferimento all'attuale situazione dove la mancanza appunto di larghe intese sta lasciando l'Italia senza governo. Lo ha detto, il capo dello Stato, parlando durante un convegno in ricordo di Gerardo Chiaromonte dirigente del Partito comunista e proprio uno degli autori del cosiddetto compromesso storico che portò alle larghe intese fra sinistra e Democrazia cristiana. Ci volle coraggio, ha detto Napolitano, "per quella scelta di inedita larga intesa e solidarietà, imposta da minacce e prove che per l'Italia si chiamavano inflazione e situazione finanziaria fuori controllo e aggressione terroristica allo Stato democratico come degenerazione ultima dell'estremismo demagogico". Chiaromonte, ha aggiunto, con un senso di responsabilità nazionale democratica insieme a Enrico Berlinguer dopo decenni di netta opposizione propose una collaborazione con la Democrazia cristiana. Qualcuno ha poi voluto leggere un chiaro riferimento a Beppe Grillo quando il presidente della repubblica ha parlato di "Certe campagne, che si vorrebbero moralizzatrici in realtà si rivelano nel loro fanatismo negatrici e distruttive della politica". Napolitano ha infine ricordato come si oppose allo stesso Chiaromonte quando decise di chiudere quell'esperienza politica: "L'unico momento in cui non ci trovammo in piena sintonia fu quello della concitata chiusura, da parte del Pci, dell'esperienza della solidarietà nazionale. Decisione che fu foriera di un arroccamento fuorviante".



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