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ELEZIONE QUIRINALE/ Cossiga: non si ripeterà lo stesso "caso" di mio padre

Pubblicazione:martedì 9 aprile 2013

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Quello della “forza bruta”. Ovvero, sarà eletto a colpi di maggioranza. Non ci sarà nessun accordo.

 

Quanto conterà l’europeismo del candidato più papabile?

Se fino a ieri la maggioranza dell’opinione pubblica era europeista, oggi con tale termine si intende la volontà di preservare un organismo che ha mostrato limiti enormi. Diciamo, quindi, che al prossimo presidente sarà richiesto di disporre di un europeismo di facciata, ma niente di più.

 

Tra i nomi che circolano, chi potrebbe essere eletto?

Nella continuità travestita da rottura, il più probabile è Prodi. E’ al potere da sempre e, formalmente, è un cattolico. C’è da sperare, in ogni caso, che non si scelga l’outsider a tutti i costi.

 

Perché no?

Guardi le due presidenze delle Camere: per carità, si tratterà di persone validissime. Ma dubito fortemente che siano in grado di far funzionare l’Assemblea. Ci sono meccanismi, procedure, e alchimie burocratiche che devono essere conosciute e comprese. Ignorarle, produce l’inefficienza del Parlamento. E, purtroppo, ormai da anni il Parlamento è inefficiente perché gli eletti non ne conoscono i regolamenti. Tutto ciò, produce un altro grave effetto sulla vita della democrazia.

 

Quale?

Se i parlamentari – e i ministri – ignorano i congegni che regolano le istituzioni, il potere reale sarà sempre e solo detenuto da chi, invece, dispone di tali competenze: i tecnici, i funzionari, i segretari e i direttori generali delle Camere e dei ministeri. Ovvero, la burocrazia.

 

Cos’è cambiato da quando la politica aveva ancora autorevolezza?

Che un tempo i parlamentari studiavano, oggi non sanno più nulla! Guardi, mio padre era solito raccontarmi un aneddoto: quando si veniva eletti per la prima volta, all’interno della Democrazia Cristiana era norma che, in Parlamento, per un anno si tacesse. L’assunto era che, per quanto l’eletto fosse capace, competente e preparato, delle regole delle Camere non potesse saperne niente rispetto ai "veterani". 

 

(Paolo Nessi)



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