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LETTERA/ Repubblica e le "prove" utili solo per un attacco politico alla Chiesa

Pubblicazione:martedì 9 aprile 2013

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Ecco la vera storia, l’attacco politico alla religione, e credo sia per questo vero che Giussani chiedeva aiuto e sostegno a tutte le iniziative che potessero difendere la cristianità. Infatti CL si impegnò direttamente sui referendum relativi all’aborto e al divorzio. Era una battaglia doverosa per dei cristiani. E non era la riduzione della religione a politica, ma l’elevazione del problema etico e della stessa esigenza di modernità al livello della religione. Ma questo non vuol dire che CL faceva politica. Semmai era vero che i movimenti religiosi erano attenti alla vita del popolo.

Mentre non si poteva fare la destra cattolica. Non fu questo il Movimento Popolare, che ebbe sin dall’inizio l’impegno politico a superare il modello della DC come partito cattolico. 

In questo senso bisogna capire la distinzione dei piani, la politica è il luogo dove si determinano le leggi in senso maggioritario, e per questo occorre che i contenuti delle leggi abbiano ampio confronto nell’identità culturale delle varie presenze nella società. Per questo Comunione e Liberazione può andare orgogliosa del suo essere stato un movimento che ha ingaggiato la battaglia culturale sulla modernità e sui valori.

Questo non legittima a ridurre CL a movimento politico. La maggior parte dei cattolici erano impegnati nella Democrazia Cristiana, e purtroppo in quegli anni la DC non prendeva più la cultura dalla Chiesa, la produceva con presunzione politica, e per questo si inaridì sino a diventare una accozzaglia di correnti incapaci di incidere sull’opinione pubblica. 

Compito della Chiesa e dei movimenti della società è quello di educare il popolo, di rendere possibile la dinamica di costruzione responsabile della società, che accade prima della politica. Non a caso don Giussani infine si recò, nell’86, nel congresso di Assago della DC,per dire che la politica doveva riconoscere i movimenti e il popolo nella sua operosità. Questo era il prete don Giussani, uno che combatteva sino alle soglie della politica, ma per portare il popolo al suo compimento nella storia. 

La faccenda è interessante ancora oggi, nei nostri giorni di crisi della politica, si vorrebbe rinchiudere i cattolici a sinistra o a destra. Ma l’esperienza di popolo che viene dalla comunità cristiana è molto di più dello schierarsi in politica, questa esperienza dice di come si può uscire dalla crisi recuperando la soggettività di un popolo a lungo abbandonato alle egemonie di vertici politici che hanno diffuso la sfiducia nel futuro. La lotta è seria, è lotta contro la positività del reale che viene condotta dai politici arroccati nel potere. Per questo ci vuole lo spirito combattivo della comunità cristiana, per dire che invece dall’esperienza viene la speranza, la ripresa, la fiducia nel futuro. Forse fra trenta anni la Repubblica farà articoli per denunciare i cattolici che affrontarono la crisi perché politicizzati.



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COMMENTI
09/04/2013 - non tacere Aldo (maria gonano)

Grazie perchè mi aiuti a vedere chiaro. Leo Aletti