BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTERA/ Repubblica e le "prove" utili solo per un attacco politico alla Chiesa

Pubblicazione:martedì 9 aprile 2013

InfoPhoto InfoPhoto

Ci sono le prove, ecco le fotocopie dei cablogrammi, 38 anni fa ci sono stati contatti fra Comunione e Liberazione e gli americani. Veramente l’estrema sinistra italiana lo gridava anche prima di quell’anno, e si motivarono così atti di violenza che hanno interessato più di 100 luoghi dove si riunivano quelli di CL. Ma di queste violenze non ne fanno cenno nell’articolo di oggi, pubblicato su Repubblica, con due pagine a disposizione 16-17 e firmato addirittura da tre persone: Simonetta Fiori, Stefania Maurizi, Concetto Vecchio.
Il grande motivo dell’articolo è dire che don Giussani era impegnato a fermare la crescita del consenso politico del Partito Comunista, perché nelle amministrative del ’75 il PCI aveva quasi raggiunto la Democrazia Cristiana. E già che ci siamo l’articolo coinvolge anche Angelo Scola che avrebbe aiutato a formare il Movimento Popolare di Formigoni.
Quando si scrive per dimostrare una tesi, si piega tutto il racconto a tale scopo. Ma dei bravi giornalisti starebbero almeno attenti a distinguere i piani delle diverse situazioni del racconto. Non deve apparire subito così chiara la tesi che si vuol dimostrare. E cioè che Comunione e Liberazione era sin dall’inizio un movimento politico.
Io che ero a capo di un partito filocinese in quegli anni vedevo la lotta fra PCI e DC , e nel ’75 non mi proponevo di lottare contro CL, perché invece mi stavo domandando per quale ragione tutto ci portava alla violenza. Noi facevamo esperienza del crollo del comunismo e dello smascheramento delle pretese egemoniche dei partiti comunisti. Il progetto rivoluzionario doveva essere una rottura frontale con la società capitalista, non poteva svilupparsi con il metodo democratico. Noi non volevamo diventare violenti, ma la coerenza con il comunismo portava a questo. E per questo ci sciogliemmo proprio alla fine del ’75.
Altra storia è quella di come la sinistra ci aveva usato, togliendo la rivoluzione, hanno usato il radicalismo contro la struttura tradizionale della cultura italiana. In tal modo sembrava quasi che dal ’68 fosse venuta la spinta alla lotta contro il matrimonio e la sacralità della vita. Una spinta di modernizzazione radicale, un bisogno per la borghesia al potere.
In tal modo l’opinione pubblica era stata condizionata dalle paure verso quelli del ’68, e per questo sembrava vero che con il PCI si diventava veramente democratici e veramente modernisti nell’etica. Da questo i successi elettorali del PCI nel ’75.
Allora c’era davvero il problema che la politica aveva come obiettivo la modernizzazione, ma in Italia questo avveniva con un vasto fronte politico che sconfiggeva la DC proprio sui valori cristiani. Dunque si stava sviluppando l’attacco, la sinistra aggrediva la religione, per l’aborto, per il divorzio, per il sesso liberato, per la scuola di Stato. Dunque lo scontro politico sembrava fosse fra il partito relativista PCI, Pannella, Socialisti e il partito cristiano (Dc e molta destra). 


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
09/04/2013 - non tacere Aldo (maria gonano)

Grazie perchè mi aiuti a vedere chiaro. Leo Aletti