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SCENARIO/ Casson (Pd): la priorità è il Colle. E non andrà al centrodestra

Pubblicazione:martedì 9 aprile 2013

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Tenendo conto di alcuni fattori, si potrebbe concludere che le circostanze siano sul punto di mutare. Di volgere al meglio, magari: tanti, nel Pd, ritengono giunto il momento di collaborare con il Pdl; Bersani, fautore del “no” a oltranza, appare sempre più isolato; Berlusconi, ieri sera, ha detto che finalmente il segretario del Pd gli ha “concesso” udienza; Napolitano, infine, ha ribadito ancora una volta, che l’unica strada per uscire dall’impasse consiste nella larghe intese. Ma, in realtà, non è prevista, a breve, alcuna svolta. Felice Casson, senatore del Pd, ci spiega perché.

 

Napolitano ha ribadito la necessità di un governassimo.

La linea del Pd è stata decisa in direzione e potrà essere cambiata solamente da un’altra direzione. Indubbiamente, parlamentari e non più disponibili al dialogo; tuttavia, non sono sufficienti delle dichiarazioni sui giornali per cambiare il partito.


Quindi, queste voci non sono maggioritarie?

No. Anche perché per poter individuare una maggioranza o una minoranza è necessario contarsi. Oggi ci saranno le riunioni dei gruppi parlamentari. Si tratterà di un primo assaggio per verificare se, effettivamente, la situazione è cambiata. Si inizierà a capire se, nella prossima direzione, potrebbe essere ritenuto opportuno assumere una linea differente.

 

Bersani ha ribadito il no al governassimo. E si è detto disposto a un passo indietro.

Mi sarei sorpreso se avesse affermato il contrario. La situazione politica è ingessata. I numeri sono quelli che conosciamo. Il segretario ha ricevuto una delega dalla direzione e, anche lui, non può fare altro che attendere una nuova convocazione del nostro organismo per assumere una posizione alternativa. Credo che si stia semplicemente muovendo coerentemente con il mandato che gli è stato conferito.

 

Lei, personalmente, cosa pensa del no al governo di larghe intese?

Intervenendo sabato ad un incontro con tutti i presidenti delle province venete, ho ribadito che con Berlusconi non ci può essere alcun governo. Le nostre posizioni, su alcuni temi, sono alternative alle sue, su altri, del tutto inconciliabili; mi riferisco, ad esempio, alla moralità in politica alla lotta all’evasione fiscale o alla corruzione.

 

Lei, alcune settimane fa, ha affermato che "Bersani ha il 20% di possibilità di riuscire a formare un governo. Ora lui è in alto mare, è come un marinaio che non sa da che parte è la tramontana e ha difficoltà a trovare i pesci.

Si è trattato di un mio intervento alla trasmissione “Un giorno da pecora”. E, per la precisione, paragonando la situazione all'alto mare, ho espresso l'auspicio che Bersani riesca a trovare la tramontana per uscirne.

 

Se il dialogo è così complicato, che alternative rimangono?


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