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BERLUSCONI/ La guerra tra falchi e colombe decide l'ultima "partita" del Cav.

Pubblicazione:mercoledì 1 maggio 2013

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Poche settimane prime delle elezioni il Pdl pareva destinato alla disfatta. Qualcuno era convito che non avrebbe preso più del 12-13% e che sarebbe risultata la terza se non, addirittura, la quarta forza politica del Paese. In più, l’eventualità di avere un presidente della Repubblica ostile era data per certa. Le cose sono andare diversamente e Berlusconi ha ottenuto più di quanto non osasse sperare: un ruolo determinante nel governo e un capo dello Stato gradito. Eppure continua a esternare, quasi non riuscisse a trattenersi dallo scombinare tutto. Perché, altrimenti, reclamare per sé la presidenza della Convenzione delle riforme e minacciare di staccare la spina al governo se non abolirà l’Imu e non restituirà quella già versata? Ce lo spiega Luciano Ghelfi, cronista del Tg2.


Crede che Berlusconi pensi realmente alla presidenza della Convenzione?

Berlusconi ha più volte ribadito, di recente, che non sarà più premier. Questo non significa che abbia intenzione di uscire dalla scena politica. La sua intenzione è quella di essere ricordato come un Padre della Patria. L’idea di essere il presidente dell’organismo che riscriverà la Costituzione lo alletta parecchio e, probabilmente, fa parte di una sorta di patto stretto con il centrosinistra.

 

Antonio Polito, su questa pagine, faceva presente che l’opinione pubblica ha accettato con soddisfazione il nuovo governo anche e soprattutto perché è stato composto da volti nuovi. Conferire una carica del genere a Berlusconi non rischia di destabilizzare l’equilibrio che si è creato?

Il rischio c’è. Tuttavia, Berlusconi rivendica il fatto di aver preso dieci milioni di voti. Non solo: i sondaggi dicono che oggi ne prenderebbe di più. Sa, quindi, che può permettersi di rigirare il coltello nella piaga.

 

Il Pd, se un’ipotesi del genere si avverasse, potrebbe ulteriormente sfaldarsi?

Di sicuro, in questo momento, è una nave alla deriva. Al punto che si è reso necessario il rinvio dell’assemblea nazionale. Prima, infatti, occorrerà completare il Risiko delle nomina dei segretari e dei presidenti di Commissione. Solo allora il Pd avrà chiaro il quadro della situazione e dei suoi assetti interni.

 

Sono verosimili le minacce di Berlusconi sull’Imu?


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COMMENTI
01/05/2013 - Falchi e colombe bipartisan (luisella martin)

Strano e stupefacente che i politici del PD e del PDL, nonostante le lezioni subite nel corso degli anni, ancora pensino di poter manipolare il loro elettorato, invece di interpretarne le esigenze! Entrambi i partiti devono riflettere molto sulle loro responsabilità riguardo la crisi del nostro Paese. Li abbiamo visti litigare e assistere immobili alle difficoltà quotidiane di noi cittadini comuni; nella scuola, negli ambulatori, nei pronto soccorsi,nel chiedere un fido in banca,nel sostenere concorsi,nel cercare un lavoro,nel posto di lavoro... c'era sempre qualche prepotente che ci precedeva,l'amico dell'amico, dell'amico... dell'onorevole! Quando per anni si é usato il ricatto reciproco per coprire le proprie mancanze, non ci sono più falchi nè colombe, ma un insieme di complici da entrambe le parti.