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DISSIDENTI PD/ Gozi: il partito è morto, mai superate le "ruggini" tra Margherita e Ds

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Abbiamo sottolineato nel documento, e ribadiremo nell’assemblea di sabato, che molti di noi sono in Parlamento perché eletti in base alla promessa di un cambiamento e di un’opzione politica diversa da quella che abbiamo votato dando la fiducia a questo governo di larghe intese. Certo, sappiamo bene che, dopo l’operazione di killeraggio politico nei confronti di Prodi (e attraverso Prodi, di Bersani), i nostri margini di manovra erano ridotti a zero. E che, a quel punto, tornando in ginocchio da Napolitano per pregargli di restare, non avremmo potuto fare altro che mettere in campo l’opzione preferita dal capo dello Stato. Tuttavia, riteniamo che il Pd debba continuare a nutrire la consapevolezza di aver ricevuto dagli elettori un mandato diverso.

Questo cosa implica?

Il Pd ha il dovere di mantenere un dialogo strutturato con Sel e un apertura nei confronti dell’M5S, specialmente sui temi della moralizzazione della vita pubblica e sui costi della burocrazia. Ci sono, inoltre, dei temi collocati al di fuori dell’azione di governo sui quali dovremo, come gruppo, recuperare dei margini di autonomia parlamentare.

In questi giorni è tornato prepotentemente a galla il dibattito relativo alla natura del Pd e al fatto che rappresenti un’operazione incompiuta. In tal senso, che posizione assumerete durante l’Assemlea?

Questo Pd, per come è stato non-realizzato e per come è stato gestito – soprattutto in questa fase - , è morto. Perché, semplicemente, non è mai nato. Il vero Pd dovrà nascere con il nuovo congresso.

Cos’è il “vero” Pd?



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