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Politica

DISSIDENTI PD/ Gozi: il partito è morto, mai superate le "ruggini" tra Margherita e Ds

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Quello che affonda le radici nell’Ulivo e che venne promesso al Lingotto nel 2007. Ovvero, un Pd in grado di uscire dalla logica del “minicompromesso storico”. Mi riferisco a quella dinamica fondata su un equilibrio instabile di potere e nomine tra ex Ds ed ex Margherita che, fin qui, ha regolato la vita del partito. Il vero Pd, indubbiamente, dovrà tenere presente di questi due grandi filoni culturali politici, ma dovrà superarli, proiettandosi nel futuro. In tal senso, gli attuali protagonisti delle vicende politiche rischiano di cadere nella trappola dello schierarsi in opposte fazioni a seconda di vecchi schemi politici.

L’assemblea ratificherà la dimissioni di Bersani. Chi verrà dopo di lui?

Il nuovo segretario non potrà che uscire dal congresso. Nel frattempo, si dovrà individuare una persona imparziale in grado di gestire la transizione. Dovrà essere una figura di garanzia, priva di ambizioni politiche future, e al di sopra di ogni sospetto rispetto all’ipotesi di privilegiare una fazione piuttosto che un’altra. 

 

(Paolo Nessi)

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