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FINE DEL PD?/ Barcellona: perché la sinistra ha preferito i Pm agli operai?

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Senso diffuso di diffidenza in certi casi provocatoriamente alimentato da alcuni magistrati, i quali hanno pubblicamente emesso minacciosi giudizi di condanna prima che i procedimenti fossero conclusi e che si sono candidati alle elezioni politiche come i futuri giustizieri di una società criminalizzata dagli stessi governi che ne hanno retto le sorti in questi ultimi vent'anni.

In questi termini il problema della presenza politica di Berlusconi va affrontato esclusivamente sul piano politico: dalla pessima gestione delle finanze e delle risorse pubbliche, agli incredibili nepotismi che hanno mischiato sempre più gli interessi privati con quelli pubblici. L'aver scelto la lotta a Berlusconi come unico collante politico di una possibile alternativa di governo è alla base anche dell'attuale crisi drammatica del Pd, che non è più riuscito ad esprimere alcuna linea politica fatta di proposte concrete per il lavoro e per il risanamento del debito pubblico. Ridurre il campo della lotta politica alla questione giudiziaria dei processi contro Berlusconi ha impedito di parlare alla società italiana il linguaggio semplice della politica che affronta anzitutto le questioni sociali, le quali sommandosi a una grave crisi economica hanno reso "povero" il nostro Paese.

È proprio in questa operazione di riduzione del problema al solo tema della presunta criminalità di Berlusconi che si è completamente interrotto ogni tipo di comunicazione fra Pd e ceti popolari sofferenti, giunti ormai quasi alle soglie della povertà. I milioni di voti che anche il Pd ha perso alle ultime elezioni sono il segno crescente di un distacco che rischia di cancellare la stessa espressione "sinistra" come piattaforma di valori e interessi condivisi.

L'estrema astrazione che ha anzi caratterizzato gli intellettuali di sinistra la si trova espressa in bella forma nell'articolo di Barbara Spinelli dell'8 maggio, quando ripropone i temi etici che dovrebbero costituire l'alternativa di sinistra: sovranità della persona sulla propria vita e la propria morte, procreazione assistita, unioni libere, diritti delle coppie omosessuali, matrimonio e genitorialità compresi. Tutti temi degnissimi che potrebbero costituire un bel programma per un partito radical-libertario, ma che non hanno nulla a che vedere né con il passato né con il presente di quello che continua a essere potenzialmente un popolo di sinistra sfruttato, precarizzato, abbandonato per le strade senza fissa dimora e senza tetto.

La dignità delle persone, a cui tanti intellettuali vogliono fare riferimento, è per la sinistra sempre radicata nelle condizioni materiali della propria vita e non già in astratti diritti di libertà di cui non sentono certamente la mancanza. Questa persistente vocazione elitaria ha penalizzato il Pd e ha lasciato straripare il M5S, rendendo il nostro Paese praticamente ingovernabile. Non capisco quale cupio dissolvi animi tutti coloro che dichiarandosi di sinistra spingono per la caduta di questo governo e per il ritorno alle urne in un nuovo bagno sacrificale. Non bisogna essere Cassandre per prevedere che i risultati di queste prossime eventuali elezioni vedrebbero un'ulteriore crescita del M5S e del Popolo delle libertà. 


COMMENTI
10/05/2013 - Ci vuole un medico sciienziato Marxiale a capirlo? (Di Tolve Vincenzo)

Solo Gattopardismo che ha ingigantito ed arricchito il potere abnormeemente vedi Società a loro vicino(Mps che ninti sacciu e”potevano non sapere) una fortuna per il Pci-Pd e l'Anm con promozioni garantite e carriera automatiche,senza meritocrazia.Un battaglio Giornalistico da strapazzo,anche se,qualcuno li considerano“Principi della penna”ma seppur contadino e terrone ne vado fiero di appartenere a chi ha Morale:perchè questa verità è Democrazia con Valore,Altro fregiarsi pleomasticamente su logo scritto:Valori,Ecologia,Democratico, ma poi vedere le Città più vìbelle da loro Amministrate sempre da questi“Principi moralisti”ridotte mondezai ”e la Giustizia diventare una cloaca e la carta 50piani di morbidezza Foxj ad opera di di SMEmo del'56alias"Re Giorgio Marx I"e tutti gli uomi del Presidente indecenti e premiato per la seconda volta. Pensaci Giacomino

 
10/05/2013 - I Pm comandano, gli operai no (claudia mazzola)

Conosco persone che leggono Repubblica. Mi permetto un consiglio: evitate di leggere quel giornale, è meglio!

 
10/05/2013 - Ma siamo sicuri che è un problema politico? (Claudio Baleani)

Mi limito a registrare i fatti. Il giudizio lo lascio a chi avrà voglia di tirarlo. Il PD ha 9 ministri, i presidenti del consiglio, della repubblica e del senato, oltre ad una ampia platea di giornalisti e intellettuali che si occupa di lui. E ciò nonostante da quella parte non si sentono che lamentele. Si sentono minacciati da Berlusconi che ogni giorno festeggia un nuovo record di comunicazioni giudiziarie. Eppure anche ieri sera da Santoro abbiamo sentito che il PD deve rifondarsi, creare (?) una identità politica, culturale e sociale. Ma siamo sicuri che il problema è politico? Tutte le scelte al riguardo dei servizi pubblici degli enti locali sono state determinate dal PD e attuate di slancio con l'effetto di aver svuotato gli spazi decisionali degli stessi enti locali dove loro sono maggioranza. Si parlano addosso e non hanno nessuna proposta che nasca da fatti sperimentati. Una domanda: per uno del PD che significa fare politica, se non brodose frasi generiche? Come mai i nomi dei suoi dirigenti somigliano sempre più a personaggi dei cartoons, come Pippo, Rosy, Gotor? Dice Barcellona che Berlusconi va battuto sul piano politico perché ha mal governato. E allora ci sarebbe da aspettarsi qualche buona proposta nel merito delle cose. Ne offro una: ridurre del 50% il costo del lavoro azzerando i contributi e scrivendo una legge semplice: ognuno la previdenza se la fa come gli pare fermo restando che la deve fare. Però, se vi fidate dello Stato date i soldi allo Stato.