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FINE DEL PD?/ Barcellona: perché la sinistra ha preferito i Pm agli operai?

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Cerchiamo di capire come stanno le cose. Nonostante Enrico Letta provi a creare atmosfera e coesione, radunando la sua squadra di governo in convento, chi cerca di seguire notizie e commenti su giornali e talk show non può che sprofondare sempre più in uno stato confusionale. Basta soltanto leggere su Repubblica i commenti di Barbara Spinelli e di Eugenio Scalfari per avere un'idea approssimativa della distanza che separa ormai questi due illustri opinionisti dello stesso giornale. Mentre la Spinelli insiste con tenacia e passione nel promuovere la lotta senza quartiere a Berlusconi e al centrodestra, e addirittura prova a scrivere un programma di sinistra fondato sul diritto ad avere diritti di Stefano Rodotà, nell'editoriale di domenica scorsa Eugenio Scalfari invita politici e cittadini a utilizzare tutti i "remi" possibili per tirare fuori l'Italia dal momento più drammatico della sua storia.

La televisione propone continuamente immagini di Rodotà che incontra il M5S per rilanciare un nuovo soggetto di sinistra, vista la miserevole fine del Pd; il Fatto Quotidiano titola "Berlusconi delinquente anche in appello"; Cofferati lancia allarmi per evitare un secondo suicidio del Partito democratico dopo quello che abbiamo tutti visto in diretta; Massimo Franco dalle pagine del Corriere della Sera invita alla prudenza e tuttavia disegna scenari di una imminente potenziale rissa a tutto campo. Se non si rimettono al centro dell'attenzione alcuni fatti per una valutazione realistica di ciò che accade, si rischia di sbandare verso scelte astratte e assolutamente impraticabili.

Questione Berlusconi e centrodestra. Non credo si possa ragionare sui gravi problemi che la presenza di Berlusconi pone all'intero Paese a prescindere dal risultato elettorale che nelle ultime elezioni è stato conseguito dalla sua formazione politica. Da nessun punto di vista penso si possa considerare illegittimo un voto che viene espresso da almeno un terzo degli italiani. La democrazia intesa in senso sostanziale funziona efficacemente anche quando garantisce la rilevanza politica dei movimenti che cercano addirittura di negarla. Tutti abbiamo appreso che la democrazia deve difendersi politicamente anche dagli attacchi che nascono all'interno delle proprie dinamiche elettorali.

Non si può immaginare che in un contesto di consenso così ampio il leader di quel movimento, Berlusconi, venga messo nella condizione di non poter partecipare al confronto politico in forza di una sentenza o comunque di un provvedimento giudiziario. È questa illusione di affidare ai giudici il compito di sconfiggere un avversario politico che ha trasformato la nostra vita in un eterno conflitto tra politica e magistratura. Ciò ha impedito infatti, dal '94 in poi, di cercare di battere politicamente tutti i guasti e i danni di varia natura che Berlusconi e il suo movimento hanno provocato al funzionamento delle nostre istituzioni. Tra gli elettori di Berlusconi esiste infatti un diffuso senso di diffidenza verso la magistratura che ne mette in dubbio la credibilità.


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COMMENTI
10/05/2013 - Ci vuole un medico sciienziato Marxiale a capirlo? (Di Tolve Vincenzo)

Solo Gattopardismo che ha ingigantito ed arricchito il potere abnormeemente vedi Società a loro vicino(Mps che ninti sacciu e”potevano non sapere) una fortuna per il Pci-Pd e l'Anm con promozioni garantite e carriera automatiche,senza meritocrazia.Un battaglio Giornalistico da strapazzo,anche se,qualcuno li considerano“Principi della penna”ma seppur contadino e terrone ne vado fiero di appartenere a chi ha Morale:perchè questa verità è Democrazia con Valore,Altro fregiarsi pleomasticamente su logo scritto:Valori,Ecologia,Democratico, ma poi vedere le Città più vìbelle da loro Amministrate sempre da questi“Principi moralisti”ridotte mondezai ”e la Giustizia diventare una cloaca e la carta 50piani di morbidezza Foxj ad opera di di SMEmo del'56alias"Re Giorgio Marx I"e tutti gli uomi del Presidente indecenti e premiato per la seconda volta. Pensaci Giacomino

 
10/05/2013 - I Pm comandano, gli operai no (claudia mazzola)

Conosco persone che leggono Repubblica. Mi permetto un consiglio: evitate di leggere quel giornale, è meglio!

 
10/05/2013 - Ma siamo sicuri che è un problema politico? (Claudio Baleani)

Mi limito a registrare i fatti. Il giudizio lo lascio a chi avrà voglia di tirarlo. Il PD ha 9 ministri, i presidenti del consiglio, della repubblica e del senato, oltre ad una ampia platea di giornalisti e intellettuali che si occupa di lui. E ciò nonostante da quella parte non si sentono che lamentele. Si sentono minacciati da Berlusconi che ogni giorno festeggia un nuovo record di comunicazioni giudiziarie. Eppure anche ieri sera da Santoro abbiamo sentito che il PD deve rifondarsi, creare (?) una identità politica, culturale e sociale. Ma siamo sicuri che il problema è politico? Tutte le scelte al riguardo dei servizi pubblici degli enti locali sono state determinate dal PD e attuate di slancio con l'effetto di aver svuotato gli spazi decisionali degli stessi enti locali dove loro sono maggioranza. Si parlano addosso e non hanno nessuna proposta che nasca da fatti sperimentati. Una domanda: per uno del PD che significa fare politica, se non brodose frasi generiche? Come mai i nomi dei suoi dirigenti somigliano sempre più a personaggi dei cartoons, come Pippo, Rosy, Gotor? Dice Barcellona che Berlusconi va battuto sul piano politico perché ha mal governato. E allora ci sarebbe da aspettarsi qualche buona proposta nel merito delle cose. Ne offro una: ridurre del 50% il costo del lavoro azzerando i contributi e scrivendo una legge semplice: ognuno la previdenza se la fa come gli pare fermo restando che la deve fare. Però, se vi fidate dello Stato date i soldi allo Stato.