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ASSEMBLEA PD/ Caldarola: fino all'ultimo Epifani rischia i franchi tiratori...

Pubblicazione:sabato 11 maggio 2013

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Dovrà dedicare tutte le sue energie alla ricostruzione del partito. I militanti chiedono che ci metta l’anima per evitare che imploda definitivamente. Per questo, occorre una persona che abbia energia intellettuale, forza fisica e disponibilità. In tal senso, la regola in base alla quale il cosiddetto “reggente” non dovrebbe potersi ricandidare non ha alcun senso. Se riuscisse a risollevare il partito, sarebbe suicida non proporgli di continuare.

 

Guglielmo Epifani ha queste caratteristiche?

Epifani ha le caratteristica del traghettatore, per l’esperienza e per l’età e, probabilmente, non ha l’ambizione di restare più del suo mandato. Ha fama, inoltre, di grande mediatore, avendo gestito la Cgil dopo la fase pansindacalista di Cofferati, riportandola al suo ruolo di sindacato. Potrà, quindi, sedare gli animi, unificare il partito e cercare di dargli un assetto interno che consenta di arrivare serenamente ad un congresso vero e proprio. Tuttavia, potrebbe inciampare in un enorme ostacolo.

 

Quale?

Al di là dell’accordo raggiunto, non dobbiamo dimenticare che l’assemblea dovrà votarlo. Ebbene, potrebbero mancargli i voti necessari all’elezione. Il Pd, ultimamente, ci ha abituato a sorprese di questo genere. 

 

Se non dovesse ottenere i voti necessari, cosa accadrà?

Il partito esploderebbe. E’ ragionevole, quindi, presumere che questa volta lo spirito di sopravvivenza conduca ad una votazione unitaria. 

 

(Paolo Nessi)



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