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DISCORSO SILVIO BERLUSCONI/ Il testo e il video integrale dell'intervento alla manifestazione Pdl di Brescia

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Silvio Berlusconi (Foto: Infophoto)  Silvio Berlusconi (Foto: Infophoto)

Abbiamo investito politicamente su questo Governo, e ora intendiamo portare a casa questi risultati, i risultati che abbiamo promesso ai nostri elettori. 
    Come ben sapete, ancora un mese prima del voto dello scorso febbraio, la sinistra pensava di vincere e di prendersi tutto. 
    Finalmente, dopo due mesi di inutili inseguimenti a Grillo, hanno accettato la nostra proposta di un governo di coalizione nell’interesse dell’Italia. Noi ci crediamo e sosterremo lealmente questo governo che si è impegnato a realizzare quei provvedimenti che sono indispensabili, lo ripeto, per rilanciare l’economia. E sono questi:
-    Primo. Come ho appena detto, l’Imu, l’odiosa tassa sulla prima casa, deve essere abolita per sempre; 
-    Secondo. L’Iva non deve aumentare;
-    Terzo. Bisogna tagliare le unghie a quel mostro che si chiama Equitalia, che imperversa sulle famiglie e sulle imprese;
-    Quarto. Bisogna detassare le nuove assunzioni. Zero tasse e zero contributi per chi assume un giovane, un disoccupato, un cassintegrato. Solo così potremo creare nuovo lavoro, in particolare per chi si è trovato in difficoltà a causa della crisi;
-    Quinto ma importantissimo. Bisogna dare una scossa positiva all’attività dell’impresa superando il sistema lento e borbonico delle autorizzazioni preventive, che inchioda chi vuol fare, a tempi biblici e a fatiche impossibili per aprire una nuova impresa, per ingrandire una casa o un fabbricato, per realizzare un nuovo progetto. Basta autorizzazioni preventive; tu parti, inizi, vai avanti e solo dopo arrivano i controlli, come accade in tutti i Paesi moderni. 
    Sono queste le cose su cui ci siamo impegnati a livello nazionale, e vogliamo portarle a casa come risultati concreti per il bene di tutti.
    E ho citato queste cinque cose perché sono stati i cinque punti esplicitamente citati dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, accanto al nostro Angelino Alfano, nel suo discorso programmatico davanti al Parlamento. 
    Noi siamo persone leali. Io sono una persona leale. Quando guardo negli occhi una persona, e quando gli stringo la mano per confermare un accordo, per me è come se avessi firmato un contratto. E i contratti, tra persone perbene si rispettano, si devono rispettare.  


    Detto e chiarito questo punto politico essenziale, vengo a ciò che non posso tacere. Tutti mi hanno chiesto, una parola, una risposta, una reazione dopo l’ultimo assurdo atto giudiziario che ho subìto questa settimana.  
La sentenza indegna dell’altro giorno aveva indotto qualcuno a pensare che io perdessi la testa, o che potessi abbandonarmi a quello che nel calcio si chiama “fallo di reazione”, mettendo a rischio la vita del Governo. Tu mi hai dato un calcio? E io te ne do un altro più forte. Anche in questo caso, si sono sbagliati. Noi consideriamo questo governo un fatto storico, epocale, perché per la prima volta dal 1947 nella storia della nostra Repubblica centro destra e centro sinistra si sono messi insieme e insieme possono fare il bene del Paese varando quelle riforme dell’architettura istituzionale che sono indispensabili per rendere davvero governabile l’Italia e quei provvedimenti che sono urgenti ed indispensabili per far uscire il Paese dalla crisi e per rilanciare l’economia. 


    Ieri sera ho voluto rivedere un filmato, e mi sono commosso. Sono le immagini di Enzo Tortora, che rivolgendosi ai suoi giudici disse: “Io sono innocente. Spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi”.
    E’ questo il sentimento non solo mio, ma di tantissimi italiani, che entrano ogni giorno nel tritacarne infernale della giustizia. 
    Vedete, io sono una persona forte, ho le spalle larghe, ho i mezzi per difendermi, mi batto, resisto, resto in campo, ma se quando queste stesse cose capitano a un cittadino qualsiasi, come può difendersi? 
    Come può impedire che la sua vita venga distrutta? 
Che la sua impresa vada in rovina? 
Che la sua famiglia subisca conseguenze tremende? 
Stiamo attenti: può capitare a tutti, anzi è già capitato a tanti… Tutti possiamo finire nel tritacarne giudiziario semplicemente perché qualcuno, per qualsiasi motivo, ha deciso di farci del male. E questo può accadere per qualsiasi ragione. A me è accaduto e accade, ne sono certo, per un pregiudizio politico e per un’invincibile invidia che sfocia spesso nell’odio nei confronti miei e di quelle classi sociali che noi rappresentiamo con la nostra politica, nei confronti di chi con il rischio, con il lavoro con il rischio imprenditoriale è riuscito a costruire una piattaforma di benessere per se e per i propri figli.

    E loro, i magistrati, neanche pagano per i loro errori…Noi chiediamo che i magistrati debbano rispondere come tutti i professionisti dei loro errori, se commessi con malafede o con grave negligenza. Nel 1987, proprio dopo la commovente battaglia di Enzo Tortora, l’80% per cento degli italiani disse sì alla responsabilità civile dei magistrati, ma, subito dopo, quella decisione fu dimenticata. Noi vogliamo ripercorrere la via decisa dal popolo sovrano. I magistrati per bene, che sono la grande maggioranza, non hanno nulla da temere. Devono preoccuparsi solo i magistrati faziosi che usano la giustizia per convenienze personali o a fini di lotta politica. 


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