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DISCORSO SILVIO BERLUSCONI/ Il testo e il video integrale dell'intervento alla manifestazione Pdl di Brescia

Silvio Berlusconi a Brescia arringa il Popolo della Libertà e tiene serrate le fila di una piccola grande macchina da guerra elettorale. Il testo integrale e il video del suo intervento

Silvio Berlusconi (Foto: Infophoto) Silvio Berlusconi (Foto: Infophoto)

Silvio Berlusconi a Brescia arringa il Popolo della Libertà e tiene serrate le fila di una piccola grande macchina da guerra elettorale che secondo i sondaggisti continua ad accumulare consensi. Lo fa dal palco di Piazza Duomo a Brescia, con l'effetto "collaterale" di tirare la volata per la campagna a Sindaco di Adriano Paroli, che però è limitato a due minuti di saluti finali. La star è lui, Silvio, e nonostante una organizzazione prefettizia criticata un po' da tutti (non ultimo Paolo Romani che ha espresso perplessità sulla capacità di gestire l'evento da parte del prefetto) e la grande tensione per alcune contromanifestazioni non autorizzate di centri sociali, gruppi di sinistra e - secondo quanto riportato da alcuni testimoni - componenti del Movimento 5 Stelle, tutto si è svolto regolarmente. L'unico a farne le spese un militante del Pdl ferito al volto da un facinoroso sulle cui tracce sono però già le forze dell'ordine. Berlusconi misura le parole, non è come molti si aspettano, irruente e istintivo, ma decisamente misurato e calcolato. Gli affondi nel discorso sono tutti messaggi per "chi ha orecchie per intendere", fino al sibillino rinunciare a un suo grande cavallo di battaglia, il "chi non salta comunista è". "Non posso saltare - sogghigna sornione - ci sono insieme al Governo!". E ancora "quando guardo negli occhi qualcuno, e gli stringo la mano per me è come aver sottoscritto un contratto". Come ci si aspettava, comunque, sono stati i magistrati l'oggetto delle sue maggiori attenzioni, ma anche qui chi si aspettava insulti inaccettabili e un attacco a testa bassa resterà deluso. Certo, Berlusconi non ha lesinato qualche battuta su cui sti sta gia scatenando qualche polemica, ma destinata a spegnersi nello spazio di un giorno. Il refrain, ovviamente, è sempre lo stesso. Ma è solo l'ennesima mossa di una interminabile partita a scacchi, cui non si vuole sottrarre.

Carissime amiche, carissimi amici,

    Sono venuto in questa piazza per dirvi tre parole: io sono qui. Io sono qui. Io resto qui. Più determinato e più convinto di prima.  
    Dico da qui, dopo un’altra settimana di assedio e di violenza contro di me:
se qualcuno pensava di scoraggiarmi, si è sbagliato di grosso;
se qualcuno pensava di intimidirmi, si è sbagliato di grosso e resterà deluso.
    Questi “qualcuno” non conoscono me, ma soprattutto non conoscono voi, questo grande, grande, grandissimo Popolo della Libertà, che non ha paura, che non si fa spaventare, che conosce solo il rispetto e l’amore per gli altri. Diciamolo insieme: il nostro amore è più forte della loro invidia e del loro odio. E quanto più vogliono buttarci addosso intolleranza, odio, disprezzo, tanto più cresce il nostro amore, la nostra passione per la libertà, la nostra coesione.