BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EPIFANI/ Così Letta spacca il Pd

Pubblicazione:domenica 12 maggio 2013

Enrico Letta (InfoPhoto) Enrico Letta (InfoPhoto)

Solo un clima più sereno consentirà che le scelte da compiere nei prossimi mesi non finiscano per lacerare il partito. Non va dimenticato che vi sarà, a norma di statuto, una fase interna, fra gli iscritti, e una esterna, con le primarie.

Epifani non si è nascosto le difficoltà quando ha auspicato un congresso vero in cui la discussione sia esplicita sulla linea politica, e non implicita, nascosta dietro i nomi ed i cognomi dei capi corrente, vecchi e nuovi. Il rischio del fallimento, per ammissione dello stesso segretario, rimane concreto. Il fallimento, ha detto, “di un progetto, perché se non offrì alla società uno strumento in grado di muovere una passione o rappresentare un interesse e tu sei visto come parte della crisi, quel partito non ha più nessuna funzione da svolgere”.

Certo, non sarà facile decidere se essere di sinistra, o di centro-sinistra, oppure quale sia il posto dei cattolici e dei loro valori in questo contesto. Sono però questi i nodi irrisolti che i democratici si trascinano sin dalla nascita della loro esperienza politica. 

E a complicare il tutto c’è il governo da sostenere. Un governo che non ha alternative, sia secondo Epifani, sia secondo Letta. Il problema è quanto realisticamente possa durare tra Scilla e Cariddi, fra il Berlusconi inseguito dalla giustizia e il Pd che non riesce a provare trasporto. Tocca al presidente del Consiglio imporre un’agenda all’altezza e non far venir meno la tensione verso risultati concreti. Dall’abbazia di Spineto Letta conta di prendere la rincorsa e giocarsi tutto su due temi: da una parte la lotta alla disoccupazione giovanile, dall’altra la riforma della politica per far pace con un’opinione pubblica che degli sprechi della casta ha dimostrato di non poter e più.

Se Letta saprà imporre il giusto ritmo il suo partito non potrà tirarsi indietro. Il problema è che per allentare il rigore di bilancio serve una sponda in Europa. E per riformare la politica servono provvedimenti incisivi, non di facciata. Se questi due elementi mancheranno la vita del governo sarà brevissima. Se invece qualche risultato dovesse cominciare ad arrivare potrebbero essere smentiti gli uccelli del malaugurio che scommettono che il governo, al massimo, arriverà alla prossima primavera.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
12/05/2013 - Renzi ha ragione (luca barbieri)

e bastava anche poco per non "subire": sarebbe sufficiente fare qualche proposta poco ideologica e un minimo coraggiosa e invece solo ieri sera, quello_che_non_è_più_su_twitter parlava addirittura di "ricatto" rimarcando (involontariamente) la situazione insostenibile di chi pretende di Governare senza voti. Infatti il termine "ricatto" da decenni viene usato a sproposito da dagli amici di quello_che_non_è_più_su_twitter semplicemente per indicare qualche cosa che non gli va bene.