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FINE DEL PD?/ Se la sinistra vuole salvarsi torni a sant'Agostino

Pubblicazione:lunedì 13 maggio 2013

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Il rinnovamento generazionale e la società civile sono state inghiottite dalle macerie della sconfitta elettorale, deriva di un progetto politico incerto, confuso, impreciso, fuori sesto, direi persino inutile. E’ stato come svegliarsi da un sogno che viaggiava fuori dalla realtà, senza reali legami con essa, nella totale autoreferenzialità, nell’arroganza più assoluta e disprezzata da larghe masse popolari. I riformisti hanno abbandonato il “pensiero”, risucchiati dalla “visibilità” non hanno più capito il contesto in cui hanno vissuto negli ultimi 30 anni, privi di chiavi di lettura politiche e culturali perché le hanno abbandonate da tempo e le vecchie lenti del secolo scorso non sono più sufficienti a facilitare l’architettura di un nuovo progetto politico per il futuro.

C’è ancora un futuro per la sinistra? Sono venuti meno le classi sociali del 900. Abbiamo assistito al declino e alla frammentazione della classe operaia e della grande impresa. Ora è stato demolito il ceto medio, destrutturato e non più in grado di garantirsi privilegi e scambio politico con il potere. La povertà è dilagata, la dignità delle persone viene continuamente calpestata, la carenza di lavoro fa perdere il senso della prospettiva per sé e per gli altri. E’ crollato il mito del partito-stato, strumento invadente e parassitario della democrazia, così come è venuto meno il concetto di militanza, apparato, classe dirigente.

E’ cambiato il modo di concepire il consenso, non più ideologico, che sedimenta per interessi, transitori e corporativi, in assenza o per degrado di valori e di progetto sociale. Sono saltati anche l’attenzione e l’ascolto delle fasce di sofferenza. Bisogna ripensare a tutto ciò con l’umiltà agostiniana, porre le nuove generazioni al centro del futuro, ricomporre il pensiero in un’ottica di sobrietà, onestà e solidarietà, liberando i più deboli dal malessere. Serve un nuovo Progetto politico e sociale, fondato su nuovi aggregati e nuove forme della politica. C’è molto bisogno di presente, ma quello di futuro è ancora più profondo.



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COMMENTI
13/05/2013 - se l'Italia vuole salvarsi... (Carlo Forin)

Se l'Italia volesse salvarsi chiederebbe a Letta ed Alfano di far fare la legge de art. 49 della Costituzione che aspettiamo da 65 anni (che saranno compiuti il prossimo 2 giugno). Con quella legge, i cittadini sapranno che cosa sia un partito democratico con i conti in ordine e che cosa non sia. Quando in un partito troveranno ciò che non è conforme andranno dal giudice a chiedere conto. Si sanerà la corruzione? Io farei una prova!