BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CONVENZIONE/ Il giurista: bene il "doppio binario" di Letta, ma a due condizioni

InfoPhoto InfoPhoto

E se in Francia nel procedimento di revisione costituzionale la presenza di Comitati di studio e di riflessione istituiti su impulso presidenziale è prassi normalmente seguita in coerenza con i connotati propri della forma di governo là esistente, da noi la presenza di un Comitato di espertibipartisan operante nell’ambito del Ministero delle riforme appare la soluzione congruente alla luce della presente e del tutto peculiare contingenza che vede una larga convergenza tra forze politiche di diverso orientamento.

Spetterà poi all’organismo parlamentare, che riunirà i componenti delle due Commissioni Affari Costituzioni, trarre le conseguenze dall’esito dei lavori del Comitato di esperti. In questa fase schiettamente politico-istituzionale, a nostro avviso non ci si dovrebbe allontanare più del necessario dalle procedure indicate nell’art. 138 Cost. Ogni deroga ingiustificata sarebbe vista con sospetto da ciascuna delle parti in competizione, così come da chi assiste dall’esterno alla decisiva “partita” delle riforme.

Una questione delicata sarà quella dell’eventuale sottoposizione del risultato conclusivo di tutto il processo riformatore al giudizio popolare: si dovrà procedere ad uno o a più referendum? Da più parti si chiede di evitare una sola consultazione, perché in questo modo i cittadini sarebbero costretti a votare su “tutto o niente”, replicandosi così la scelta – poi conclusivamente negativa – verificatasi nel 2006 circa la complessiva proposta di revisione costituzionale approvata dal centro-destra. Una soluzione ragionevole, allora, potrebbe essere quella di individuare al massimo tre o quattro tematiche (ad esempio, forma di governo, autonomie territoriali, istituzioni statali), reciprocamente autonome e su cui costruire i testi di revisione della Costituzione da sottoporre a distinti voti referendari. In ogni caso, però, si deve assolutamente evitare che le alternative sottoposte al popolo possano determinare, in relazione ai diversi risultati possibili, esiti contemporaneamente contraddittori. Non sarebbe soltanto una beffa per i cittadini, ma soprattutto un danno esiziale per la stessa Repubblica.

© Riproduzione Riservata.