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FUTURO PD?/ Caldarola: c'è un patto Renzi-Chiamparino

Pubblicazione:mercoledì 15 maggio 2013

Sergio Chiamparino (InfoPhoto) Sergio Chiamparino (InfoPhoto)

I due parlano lo stesso linguaggio. Per loro, come del resto per Veltroni, l’idea del Pd è quella di un partito completamente nuovo. In sostanza, sono alleati, e l’uno sarebbe il principale supporter dell’altro. Non dimentichiamo che durante le elezioni per il Colle le schede che contenevano il nome dell’ex sindaco di Torino erano quelle dei renziani. 


Come diventerebbe il Pd con Chiamparino segretario?

L’ex sindaco di Torino rappresenterebbe il punto d’unione tra la cultura democratica iniziale, incardinata sul discorso di Veltroni del Lingotto e la cultura renziana che a tale filone si è legato, ovvero l’ipotesi di un Pd che stacca la spina con le tradizioni precedenti e tenta la strada del soggetto politico riformista. In questo, potrebbe essere aiutato dall’evoluzione di alcuni partiti socialisti europei che hanno iniziato a ragionare sulla trasformazione dell’Internazionale socialista in alleanza democratica progressista.

 

I candidati sono già molti. Il Pd si sta scindendo in tante microcomponenti?

L’elenco, probabilmente, si allungherà ulteriormente e includerà personaggi come Pippo Civati. Tuttavia, i nomi che sin qui abbiamo fatto corrispondono, prevalentemente, alle due anime principali del Pd: quella più movimentista, che guarda a Sel e pensa che si possano recuperare i grillini; e quelle che è convinta che il Pd debba essere un partito di sinistra di governo, piuttosto sbilanciato al centro. Resta da collocare Massimo D’Alema, un giocatore solitario. Indubbiamente, condivide con Renzi, Chiamparino e Veltroni l’idea che il Pd debba essere un partito democratico tout court, ma non rinuncia all’ambizione di conservare i rapporti con la sinistra sindacale.

 

Crede che Chiamparino abbia qualche chance di vittoria?

Credo che ne abbia molte. Il suo nome, anzitutto non è divisivo. Neanche quelli che non lo voteranno lo considereranno mai come uno che vuole calpestare le idee altrui. Oltretutto, non è indifferente alla base del Pd, perché viene ricordato come un sindaco che ha governato bene ma, contestualmente, è sempre stato considerato eterodosso rispetto a linea del partito. Dopo l’ubriacatura del rinnovamento puramente generazionale, potrà finalmente rappresentare il miglioramento qualitativo. 

 

(Paolo Nessi)



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