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DIETRO LE QUINTE/ Polito: l’"ineleggibile" Berlusconi dà scacco al Pd

Posto che Berlusconi sia effettivamente ineleggibile, difficilmente il Pd, dice ANTONIO POLITO, potrebbe votare con l’M5S la procedura. Questo determinerebbe la fine del governo

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Il Pd ha deciso, incautamente, di girare il coltello nella piaga. Non tutto il Pd, a dire il vero, ma solamente Luigi Zanda. Che, tuttavia, essendone il capogruppo a Palazzo Madama, presumibilmente non parla a titolo personale. In ogni caso, il senatore, intervistato da Avvenire, ha ribadito che Berlusconi, in virtù di una legge del 1957 che prevede l’ineleggibilità in Parlamento per i titolari di concessioni pubbliche è, appunto, ineleggibile. Berlusconi, o chi per lui, ha sempre risposto che lui, personalmente, non è il titolare. Il titolare, a rigor di legge, infatti, è il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. E’ lui il concessionario. Berlusconi, invece, è “solamente” il socio di maggioranza dell’azienda. Comunque vada, oggi c’è il Cdm e il clima che si sta venendo a creare non è dei migliori. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera.

 

Affermazione incauta, quella di Zanda?

Se da un lato bisogna riconoscergli che da sempre è fautore dell’ineleggibilità di Berlusconi, dall’altro, essendo il capogruppo al Senato del Pd, si potrebbe legittimamente ritenere che abbia rappresentato la linea del suo partito.  


Questo cosa implicherebbe?

Se così fosse, si determinerebbe la repentina caduta del governo. Il Pdl non potrebbe di certo accettare il formarsi di una maggioranza variabile Pd-M5S all’interno della Giunta per le elezioni, oltretutto sulla dichiarazione di ineleggibilità del capo del partito. Verosimilmente la questione, a meno che il Pd non abbia deciso di far cadere il proprio governo, è politicamente infondata.

 

Tuttavia, crede che la normativa, nel caso di Berlusconi, sarebbe applicabile?

Per quanto riguarda il merito, la questione è già stata posta tre volte. Anche ammettendo che sia corretto identificare in Berlusconi il concessionario, sarebbe piuttosto singolare che, dopo 19 anni in Parlamento e dopo aver fatto sei elezioni da capo di uno schieramento, fosse mandato via per la legge sull’ineleggibilità. Mi pare, invece, decisamente più sensata un’altra iniziativa del Pd risalente ai giorni scorsi.

 

Quale?

E’ allo studio un disegno di legge per trasferire alla Consulta le questioni di eleggibilità e decadenza, o le richieste provenienti dalla magistratura su arresti, perquisizioni e utilizzo delle intercettazioni. L’operazione consentirebbe di prendere decisioni senza il sospetto di accordi o conveniente politiche. Oltretutto, si scongiurerebbe un’ipotesi che, per quanto piuttosto arzigogolata, non si può escludere del tutto.

 

Ci spieghi.