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Politica

PRODI/ Gozi (Pd): solo Renzi può "fermare" Romano e salvare il partito

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Certamente lo vogliono quei 101 parlamentari del Pd, gli stessi che non hanno permesso l’elezione di Prodi al Quirinale e che hanno ucciso quella speranza che il Pd ancora rappresentava agli occhi degli elettori. Queste non sono persone che vogliono un Partito democratico: cercano solamente accordi di potere e di poltrone. Del resto, anche l’incompetenza che accompagna alcune nomine dei democratici in Parlamento è segno del fatto che ci si sta solamente spartendo il potere.

 

Quali crede siano adesso le intenzioni di Prodi?

Non saprei. Come è stato detto questa mattina (ieri, ndr), Prodi si può dimettere da tutto ma non dal ruolo di cittadino. Mi auguro quindi che possa comunque rimanere sempre un cittadino attivo.

 

Cosa pensa invece del governo Letta? Può essere considerato un tradimento dell’Ulivo?

Credo che Enrico Letta abbia tutte le qualità per affrontare il difficile lavoro a cui è chiamato e che sia in grado di concentrarsi sulle scelte che servono per rispondere all’emergenza economica e sociale e per avviare finalmente le riforme utili al bene del Paese. Detto questo, è chiaro che questo governo non è il frutto di un progetto politico, ma del fallimento della politica: è evidente che non è il governo che ci aspettavamo, cosa per altro sostenuta con ironia dallo stesso Letta durante l’Assemblea nazionale. Noi avevamo lavorato per un altro tipo di maggioranza, una nuova maggioranza di centrosinistra che è stata uccisa il 19 aprile scorso attraverso un’azione che ha azzerato il contesto politico e che ci ha costretto a una scelta di necessità.

 

Sul Fatto Quotidiano si legge che Massimo D’Alema chiese a suo tempo a Pier Luigi Bersani di fare un passo indietro e proporre Stefano Rodotà come premier incaricato. Cosa ne pensa?

Sono probabilmente tra le ultime persone in Italia che possono interpretare o confermare qualcosa che fanno o dicono l’onorevole D’Alema e, soprattutto, i dalemiani.

 

Si spieghi meglio…

Non ho alcun rapporto con D’Alema e giudico in maniera negativa l’atteggiamento che i dalemiani hanno avuto nella questione della presidenza della Repubblica e in quella delle presidenze di Commissione in Parlamento.

 

Si riferiva quindi a loro quando prima parlava della “incompetenza che accompagna alcune nomine dei democratici in Parlamento”?

Sono state fatte scelte che non condivido, basate solo su rapporti di forza tra correnti e sulla ripartizione di poltrone. Un modo di fare che ritengo estremamente dannoso per le stesse istituzioni. Non mi riferisco solo ai dalemiani anche se, indubbiamente, alcuni di loro non dovrebbero trovarsi dove si trovano.

 

(Claudio Perlini)

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