BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

PRODI/ Gozi (Pd): solo Renzi può "fermare" Romano e salvare il partito

Romano Prodi, deluso e amareggiato dopo quanto accaduto il 19 aprile scorso, sarebbe a un passo dall’abbandonare il Partito democratico. Ne abbiamo parlato con SANDRO GOZI

InfoPhotoInfoPhoto

La tessera Pd 2013 è lì che lo aspetta, ma lui non è ancora passato a ritirarla. Romano Prodi, dicono in molti, sarebbe a un passo dall’abbandonare quello stesso partito che ha contribuito a fondare e il cui progetto, avviato nel 2008, è tramontato ancor prima di vedere la luce. “Lasciate che i giornali scrivano, sono indiscrezioni”, dice il Professore da Bruxelles, dove è impegnato in una riunione sul Mali, ma preferisce comunque non smentire. Quanto accaduto il 19 aprile scorso, durante le operazioni di voto per eleggere il successore di Napolitano, ha ovviamente lasciato il segno. In più occasioni Prodi ha preferito evitare di esporsi per il bene del partito: quando poi è stato costretto a farlo, per evitare quel tracollo che poi è inevitabilmente arrivato, è stato silurato nel silenzio dell’urna da oltre 100 grandi elettori democratici. Un fatto gravissimo, come ci spiega il deputato prodiano Sandro Gozi.

Come giudica un possibile abbandono di Prodi?

Se confermata, quella di Prodi sarebbe una perdita gravissima per il Pd. Una decisione di questo tipo confermerebbe inoltre che questo partito, così come lo avevamo pensato e promosso nel 2007, è ormai finito. Sono però dell’idea che, attraverso il Congresso e l’impegno di tutti, potremo convincere Prodi e centinaia di migliaia di elettori, tra cittadini e militanti, a rimanere del Pd e a credere in questo nuovo progetto del centrosinistra. Il prossimo Congresso rappresenta lo spartiacque tra il fallimento che si è consumato in Aula, con il tradimento dei 101 parlamentari, e quella necessità che abbiamo, per il centrosinistra e per la democrazia italiana, di ricostruire un grande partito riformatore.

Cosa crede che accadrà?

Spero che ci sia un’uscita dal Pd dei 101 traditori, e che invece non avvenga quella del fondatore del partito. E' questa l'unica scissione che auspico.

In questi giorni lei ha anche detto che “rischiamo che tanti come Prodi pensino di lasciare”. Cosa significa?

Non siamo stati in grado di mantenere le promesse fatte, di creare il “vero” Partito democratico. Abbiamo inoltre offerto uno spettacolo indecente che ha fatto sentire smarriti e traditi tutti i nostri elettori, militanti e simpatizzanti: questo è gravissimo, e oggi sono molto preoccupato che tanti iscritti possano scelgiere di voltare le spalle al Pd. E' per questo motivo che dobbiamo sfruttare al meglio il Congresso. Chiedo a tutti i protagonisti di oggi e di domani, a partire da Matteo Renzi, di impegnarsi in prima persona.

E’ possibile immaginare che sia il Pd a voler fare a meno di Prodi, e non viceversa?