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PORCELLUM/ Sulla legge elettorale i giudici danno l'ultimatum ai politici

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Dunque, che il Porcellum finisca di fronte alla Corte non è poi una grande sorpresa. Semmai quello che dovrebbe sorprendere è che sia durato tanto, ad onta delle pubbliche dichiarazioni di tutti gli esponenti di partito che a parole inorridiscono di fronte a questa legge (primo fra tutti il suo autore, che lha elegantemente battezzata una ‘porcata’), ma che poi si guardano bene dal cambiarla. 

La verità è che una legge che consente alle segreterie di partito si collocare i candidati all’inizio o alla fine di una lista elettorale è quanto mai funzionale al governo dei partiti da parte delle stesse segreterie e consente di tenere a bada dinamiche e tensioni interne ad ogni formazione partitica. Immaginiamoci cosa sarebbe stato in questi ultimi mesi il Pd se il segretario non avesse avuto il potere decisivo di escludere o di includere questo o quello esponente dal novero degli eletti potenziali. E immaginiamoci quanto più violento sarebbe stato il conflitto tra le correnti e i gruppi anche in partiti più omogenei di quanto non sia al momento il Pd. 

Insomma, il Porcellum sarà anche stato una porcata, ma di governabilità ne ha data. Anche se non lha data allo Stato, ma ai partiti. Ed è innanzi tutto per questo che è durato tanto. E probabilmente durerà ancora per un qualche tempo, visto che partiti deboli, come sono tutti i partiti in questo momento, hanno bisogno di meccanismi interni che ne stabilizzino gli equilibri. Altra questione è quella relativa alle ragioni per cui questi partiti siano così deboli. Ma questo ci porterebbe un po’ troppo lontano, fino alle fiancate di quel panfilo Britannia che ormeggiava nel Tirreno venti anni fa e di cui il Governo Monti è stato l’ultimo e più recente prodotto. 

Semmai ha senso chiedersi cosa succederà adesso che il Porcellum finirà innanzi alla Corte. Intanto è facile capire che, in questa situazione, il sistema politico sarà costretto ad intervenire per modificare questa legge e non potrà più limitarsi a stracciarsi le vesti in pubblico per ricucirle in privato. Insomma, non sarà più soltanto Napolitano a fare pressione per il cambiamento di questa legge. I partiti ora sanno che l’orologio è scattato; che il tempo non è infinito e che se la Corte decide di mettere la questione sul tavolo, l’annullamento in tutto o in parte della legge è quasi sicuro.

Semmai il problema che si deve porre la Corte è un altro. Ed è quello della opportunità e, probabilmente, della legittimità di un annullamento che non sia anche autosufficiente. Nel gennaio 2012 la Corte ha ritenuto inammissibili alcuni referendum volti a rimodellare in parte il Porcellum partendo dal presupposto - del tutto giusto - che non si possa mutilare con i referendum una legge elettorale se la disciplina che ne risulta non sia autosufficiente: non sia cioè in grado di funzionare in ogni tempo e in ogni momento a prescindere da un intervento legislativo di ricucitura.