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SCISSIONE PD (?)/ Grazie a Letta, Epifani perde la piazza e un pezzo di sinistra

Maurizio Landini (Foto: Infophoto) Maurizio Landini (Foto: Infophoto)

Di conseguenza quel nemico a sinistra tanto temuto non è alle porte. Fra qualche mese, però, tutto potrebbe cambiare, e una fase congressuale balbettante aprirebbe praterie a chi vuol mettere in crisi il progetto democratico. Per Epifani si profila dunque una corsa contro il tempo: rimettere in carreggiata l’ammaccatissima macchina del PD prima che qualcuno tenti di mettere le mani sulle sue spoglie. Il clima interno è esplosivo, il partito sembra diviso su tutto. 
Sulle riforme, ad esempio, Pippo Civati e Felice Casson raccolgono firme fra i parlamentari per dire no a ogni tentativo di riformare la Costituzione al di fuori delle procedure previste dall’articolo 138, bocciando quindi ogni ipotesi di convenzione. Per la segreteria si registrano movimenti intorno ai nomi di Fabrizio Barca, di Gianni Cuperlo e di Sergio Chiamparino, mentre lo stesso Epifani non esclude del tutto l’ipotesi di restare nell’ufficio che fu di Bersani. E sullo sfondo rimangono le mosse dell’esponente più forte che i democratici continuano ad avere, quel Matteo Renzi che è forse l’unico in grado di tenere insieme l’anima moderata con quella di sinistra del PD. Da qui al congresso per i democratici la strada sarà tutta in salita, con il rischio concreto di perdere qualche pezzo per strada, anche per la necessità di sostenere un governo non amato, ma pur sempre guidato da uno dei leader del PD.

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