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Politica

BEPPE GRILLO/ 1. L’"ideologo" di M5S: abbiamo fermato noi la violenza in piazza

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La violenza è sempre da condannare. Non posso naturalmente entrare nel merito della vicenda istruttoria perché le indagini toccano agli inquirenti. Ma il fatto oggettivo è quello di una casualità che fa riflettere. Un governo giura nelle mani del presidente della Repubblica e un disoccupato si mette a sparare contro i carabinieri: va da sé quanto sia importante salvare le istituzioni, no? Quelle che hanno fatto una conventio ad excludendum per tagliar fuori M5S.

Sta dicendo insomma che lo sparatore ha fatto bene al governo e male a voi?
Sto dicendo che è accaduto come quando in Germania ci furono le elezioni vinte da Schroeder anche grazie all’alluvione che colpì le regioni orientali del paese, mettendolo nei panni del salvatore. Nessuno faveva fatto la danza della pioggia, ma il governo si diede subito da fare e alle elezioni vinse il partito di Schroeder. Non dico dunque che Preiti sia stato mandato da qualcuno, ma il fatto che la sua vicenda abbia avuto questa utilizzo strumentale credo sia innegabile.

Non pensa che i toni della vostra protesta contro la classe politica alimentino il risentimento e la tensione sociale?
Domanda ovvia. Il caso Preiti nasce dal clima di violenza, odio e terrore che il M5S ha alimentato in questi mesi, eccetera, insomma se si soffia sul fuoco, il fuoco si accende. Non è così. Io credo invece che la tensione sociale sia dentro la situazione drammatica in cui vive il paese. È anzi vero l’opposto: fino a questo momento il M5S ha canalizzato forme di protesta che in altre situazioni avrebbero assunto forme violente. La vera domanda è fino a quando questo potrà accadere. M5S sta facendo il pompiere, ma il fuoco è nei rapporti sociali.

È il solito ritornello.
Ma scusi, stiamo ai fatti. Torniamo indietro e pensiamo al modo in cui è stato eletto, per la prima volta, lo stesso presidente della Repubblica uscente, con la gente in piazza a protestare. Una cosa mai successa. M5S aveva l’opportunità di andare in piazza, ma Grillo ha detto no, ha fatto marcia indietro. È mancanza di coraggio? No, al contrario, è la volontà di contenere la protesta, di non avallarla facendosi strumentalizzare. Il Movimento si conferma come una forza capace di canalizzare nelle vie democratiche e istituzionali una protesta che potrebbe essere eversiva.

Secondo lei da dove viene questa protesta e perché M5S guarda caso vi finisce sempre in mezzo?
L’opinione pubblica è manipolata da giornali e tv. Domani si leggerà sicuramente da qualche parte che Becchi inneggia alla rivolta armata in Italia. In realtà l’azione di mistificazione condotta dai grandi giornali ha trovato un ostacolo imprevisto: la Rete. Se non ci fosse la Rete, il Movimento si sarebbe già esaurito sotto la spinta delle accuse di fascismo, populismo e terrorismo che si leggono sui soliti giornali.

Il capo dello Stato ha apprezzato l’impegno del movimento nelle camere, ma ha anche detto che la strada è quella «della dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento». 


COMMENTI
02/05/2013 - Becchi ideologo del movimento 5 stelle? (agostino nonini)

Trovo molto divertente l'intervento del professor Becchi.A parte la "resuscitata" definizione di ideologo (che mi sembrava sepolta dalla storia,almeno in Italia),sentirlo parlare di "violenza" mi ha ringiovanito di quasi 50 anni,quando,per caso,davanti al portone dell'Università Cattolica,che allora frequentavo,mi imbattei in Capanna,ancora studente, che parlava con un gruppo di compagni(Capanna con Alberoni e Monsignor Maggiolini sono le tre persone che ricordo come le più affascinanti per eloquio e cultura,almeno in base alle mie capacità critiche del tempo,anche se non sempre mi convincevano i loro sogni e il tempo purtroppo mi ha dato ragione).Affermava Capanna "Se qualcuno verrà alla manifestazione con qualche "arma" gliela daremo in testa.Sarà una manifestazione pacifica,non offriremo pretesti alla "violenza" della polizia." Mi sento un pò infantile,ma mi sono davvero divertito nel parallelo che mi è venuto alla mente:un brillante (presumo) professore universitario che ragiona come un brillante (veramente) studente universitario. Speriamo che non si ripeta in futuro quello che abbiamo visto in passato.Mi aspetterei invece dal professor Becchi che elaborasse un programma realistico magari per affrontare l'unico vero grande problema del paese:la mancanza di posti di lavoro.Temo però che in questo campo anche lui come il suo movimento abbia poche idee,confuse e contradditorie!

 
02/05/2013 - Commisioni di garanzia (Pierluigi Assogna)

Le commissioni di garanzia fanno parte di quel meccanismo democratico che il movimento continua ad insultare, che senso ha chiederne la presidenza? non vogliono stare fuori dai giochi? ci stiano con buona pace di tutti.