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Politica

LEGGE ANTI MOVIMENTI/ No ai Cinque stelle? Il ddl Finocchiaro-Zanda

E' stata presentata una proposta di legeg da parte di esponenti del Pd che vieterebbe a movimenti come quello di Beppe Grillo di concorrere a qualunque tipo di competizione elettorale

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Il Pd tramite le firme dei suoi rappresentanti Anna Finocchiaro e Luigi Zanda ha presentato un decreto legge che inevitabilmente darà adito alle polemiche. Qualcuno infatti lo ha già definito la legge anti movimenti, intendendo con questo i soggetti come il Movimento cinque stelle. Soggetti seppur politici ma che non potranno partecipare ad alcun tipo di elezione perché sprovvisti di personalista giuridica e senza uno statuto che sia stato pubblicato dalla Gazzetta ufficiale. In realtà una proposta simile era già stata presentata dall'ex segretario del Pd Bersani nel corso della precedente legislatura. Ma quale il motivo dietro a questa proposta di legge? Il fatto che, per il Pd, i movimenti avrebbero poca o nulla democrazia interna e neppure la trasparenza necessaria a candidarsi alle elezioni. Nel ddl infatti si chiede che qualsivoglia formazione o movimento politico sia obbligato a presentare i propri organi dirigenti, le funzioni, il collegio sindacale con tanto di revisori dei conti e anche "l'attribuzione a una società di revisione iscritta all'albo speciale che certifichi i bilanci e garantire la massima trasparenza, anche su internet". Da parte del Pd la rassicurazione che non siamo davanti a una legge anti M5S, ma a una riforma per tutti i partiti in modo da evitare nuovi scandali come quelli relativi ai tesorieri di Lega e Margherita. 

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