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SCONTRI A SX/ Furio Colombo: Beppe Grillo e Renzi, due facce (vecchie) della stessa medaglia

Secondo FURIO COLOMBO, Beppe Grillo e Matteo Renzi dovrebbero smettere di "giocare" alla politica e iniziare seriamente a pensare alle sorti del Paese. A rischiare grosso è però il Pd.

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In attesa di capire se il Congresso riuscirà effettivamente a rimettere insieme i pezzi di un Pd sempre più in crisi, Beppe Grillo continua a ballare sulle macerie democratiche. Il leader 5 Stelle, invitando gli iscritti del Pd a strappare le proprie tessere, propone un “percorso” ai delusi elettori del centrosinistra che in futuro “si vergogneranno a votare Pd”, scatenando però le dure reazioni di Epifani e Renzi. Il primo, dopo aver chiarito che “non ci faremo abbagliare da Grillo", spiega che “ogni qualvolta si contrappone la piazza al Parlamento lì comincia la notte della democrazia. Guai a contrapporre una forma di democrazia all'altra". Secondo il sindaco di Firenze, invece, Grillo “ha posizioni ideologiche quando si tratta di andare dietro alla linea del leader, ma poi si spacca quando si parla di soldi e diaria". "Grillo che dice 'Vaffa' ai soldi dall'alto della sua dichiarazione dei redditi di 4 milioni di euro è ridicolo – aggiunge Renzi -. E' ridicolo che si siano votati 150 parlamentari il cui unico impegno oggi è discutere dello scontrino. Prendetevi 'sti soldi e governate il Paese”. Abbiamo commentato gli ultimi episodi insieme a Furio Colombo.

 

Come giudica innanzitutto la strategia politica di Grillo?

Quelle di Grillo sono le normali intenzioni di qualunque politico, vale a dire allargare la propria area e diminuire, tentando anche di eliminare, quelle avversarie. Se l’attuale momento politico può essere in qualche modo essere considerato “originale”, nel senso che ciò che sta accadendo adesso non si era mai verificato, purtroppo non c’è assolutamente niente di nuovo in ciò che dice Grillo.

 

Renzi, rispondendo proprio a Grillo, si dice convinto che in Parlamento i 5 Stelle si spaccheranno. Cosa ne pensa?

Potrei fare più o meno la stessa osservazione, visto che anche Renzi non fa altro che predire il declino dell’avversario e che, una volta diviso, parte delle sue forze si disperderanno verso destra ma anche verso sinistra. Siamo dunque nuovamente di fronte alla tradizione del duello politico, in cui ognuna delle due parti valuta se stesso come il fattore positivo che prima o poi riuscirà a eliminare l’avversario. In questo modo, però, sia Renzi che Grillo non fanno altro che confermare che la vita politica langue in termini di novità e che, se dovessero effettivamente esserci cambiamenti, non proverranno da loro.

 

Cosa pensa di questo scontro sempre più acceso tra grillini e democratici? Si poteva immaginare uno scenario diverso?

Un eventuale dialogo tra le due forze poteva essere aperto qualche settimana fa, quando per il Quirinale venne indicato Stefano Rodotà. In questo modo i 5 Stelle avrebbero dovuto dare prova di consistenza e solidità, unire le loro forze a quelle del Pd e creare anche un nuovo governo. Purtroppo questo non è avvenuto, eppure la responsabilità non è del Movimento 5 Stelle, ma di un Pd che ora deve riflettere su una svista di immensa portata.

 

Invece Renzi cosa potrebbe fare adesso per il proprio partito?