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Politica

DDL ANTI-MOVIMENTI/ Il giurista: è Beppe Grillo che ha "voluto" questa legge

Beppe Grillo (InfoPhoto)Beppe Grillo (InfoPhoto)

Il movimento è qualcosa di spontaneo e pre-partitico, e nel momento in cui si presenta alle elezioni è già un partito. Il M5S è un partito a tutti gli effetti, che si è presentato con proprie liste alla partecipazione elettorale. La vera differenza è piuttosto tra un’associazione o un gruppo di persone che ha dei rappresentanti politici, ma non intende trasformarsi in un partito collocandosi piuttosto all’interno del dibattito pubblico per dare un suo apporto o contributo. Il M5S al contrario è un vero e proprio partito, che però si definisce un movimento per distinguersi e contrapporsi agli altri partiti.

 

Qual è il significato di questa “sdoppiatura”?

Ci troviamo di fronte a una democrazia molto in crisi, in quanto c’è una forza politica che vorrebbe delegittimare il sistema democratico rappresentativo eleggendo dei suoi rappresentanti in Parlamento, ma contrapponendo la democrazia rappresentativa al popolo. In questo modo si crea una situazione paradossale, in quanto nei due mesi successivi alle elezioni il M5S ha definito come non legittimato un Parlamento che era appena stato eletto.

 

In che senso?

Mi preoccupa molto quando Grillo afferma che non si accontenta di essere il 25-30%, come in una normale democrazia rappresentativa in cui ogni partito costituisce una fetta della popolazione, ma rivendica di puntare a essere il 100%. Si tratta di frasi che sentivamo dire agli albori del fascismo, e vorremmo che nessuno le prendesse sul serio.

 

Intanto Grillo annuncia che se il ddl di Finocchiaro e Zanda sarà approvato in Parlamento, il M5S non si presenterà alle prossime elezioni …

In questo modo Beppe Grillo si pone fuori dalla democrazia. Quella di Finocchiaro e Zanda è una proposta che in seguito potrà essere modificata o migliorata, ma la risposta del fondatore del M5S è rivelatrice perché nessun altro leader di partito in Italia avrebbe mai scritto una cosa del genere. Il post di Grillo conferma le nostre preoccupazioni che il suo sia un movimento politico che non intende rientrare nelle forme e nei principi della nostra Costituzione. Bisognerà poi vedere fino a che punto i sostenitori del M5S condividano realmente quanto afferma Grillo, e se davvero vogliano un leader padrone che decide tutto a partire dai finanziamenti. Ho dei dubbi sul fatto che tutti i parlamentari del M5S siano d’accordo sulla questione degli scontrini o della diaria.

 

Chiamarsi fuori dal parlamento è un gesto molto preciso e radicale …

E’ ciò che sta facendo Grillo dalle elezioni del 24 febbraio scorso. Trovo per esempio significativo il fatto che ci sia un leader che non è parlamentare, e che dà istruzioni a deputati e senatori.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
22/05/2013 - Farfalle e mano mozzata (Luigi PATRINI)

Applichiamo anche ai Partiti ciò che la Costituzione prevede per i Sindacati: devono avere statuti che “sanciscano un ordinamento interno a base democratica” (art. 39) L’art. 49 dice: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”: perché il metodo democratico non deve valere anche all’interno del partito? Che garanzia abbiamo che un partito sia “democratico”, se il leader non è eletto in modo “democratico”, con voto personale, libero e segreto? Abbiamo visto l’esperienza delle “primarie”, modo geniale per far soldi e per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, ma non si dica che sono state una valida prova di democrazia! Neppure il “leaderismo” è democratico: perché negarlo? La democrazia non deve essere formalista ma in questi casi la forma è la sostanza: c’è una deriva autoritaria in chi non vuole intermediari tra sé e il popolo. Sappiamo bene che nella nostra storia c’è stato chi considerava le elezioni come dei veri e propri “ludi cartacei”. Qualcuno oggi sostituirebbe il voto con i sondaggi d’opinione.E magari direbbe che così si abbassano i costi della politica!Oggi non occorrono più gulag nè campi di concentramento: tanti, troppi, sono già agli “autoarresti domiciliari”, tutte le sere, davanti alla tv! Non dimenticate Vladislav Milosz: “Pensi dunque l’uomo a bere il caffè e dare la caccia alle farfalle; chi ama la res publica avrà la mano mozzata”.