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Politica

LEGGE ELETTORALE/ Antonini: una "foglia di fico" per non cambiare la Costituzione

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Riguardo alla legge elettorale il ministro ha quindi giustamente precisato che non avrebbe senso compiere oggi una scelta stabile in favore di questo o quel sistema elettorale senza prima aver definito la meta del percorso riformatore (come si fa, ad esempio, a definire la legge elettorale in via stabile se non si è presa una decisione sul bicameralismo paritario o sulla forma di governo?). 

Questo ovviamente non esclude che possa essere opportuno intervenire in modo limitato sulla legge elettorale vigente sin da subito, al fine di eliminare i più evidenti difetti della stessa, peraltro autorevolmente evidenziati dalla Corte costituzionale e dal presidente della Repubblica. In altre parole si può trattare di un intervento di “salvaguardia” che consenta innanzitutto di rimediare ai difetti macroscopici della legge elettorale vigente, sterilizzando il problema (reso non più rinviabile anche per la remissione da parte alla Corte di cassazione della questione di legittimità costituzionale sulla legge stessa) e rendendo più fluido e proficuo il lavoro sulla riforma complessiva.

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