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Politica

IL CASO/ Io, elettore di Beppe Grillo, ho scoperto che M5S è una casta...

MARCO PICCOLO spiega perché il Movimento 5 Stelle, nonostante cerchi di apparire il contrario, è decisamente più esclusivo e impenetrabile delle altre formazioni politiche

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Il movimento 5 stelle è nato come risposta alle varie “caste” presenti nel nostro Paese, ritenute responsabili di averlo irrigidito su posizioni sociali, politiche ed economiche intollerabilmente lontane dagli altri paesi. Le caste, che per definizione hanno natura "esclusiva", hanno infatti tenuto fuori la società civile da ambiti ormai presidiati da minoranze impermeabili e lontane. Questa distanza era divenuta drammaticamente più ampia e intollerabile proprio in coincidenza dell'acuirsi della crisi economica globale, cui la nostra classe dirigente ha risposto, purtroppo, esclusivamente mettendo mano alla calcolatrice senza avviare un dibattito capace di coinvolgere l’intera società civile nella formulazione di una nuova "visione" sul nostro Paese. In queste elezioni politiche io ho votato il M5S proprio perché ho intuito in esso un tentativo in tal senso a differenza dei partiti appartenenti all'area popolare a cui ho sempre fatto riferimento. La creazione di un gruppo locale di attivisti (Meetup) su Castrolibero ha inoltre raccolto il mio desiderio di iniziare a dare un contributo personale alla politica attiva. Una serie di circostanze legate al desiderio degli attivisti locali di presentare una lista alle elezioni comunali e la convergenza su di me come candidato sindaco mi ha consentito provvidenzialmente di fare un’esperienza diretta di alcuni aspetti caratteristici del M5S, e quindi a decidere, nell'arco di tre mesi, di uscirne. I tre fattori che mi hanno convinto fanno riferimento ad una posizione di "esclusività" che è il tradimento politico di quella "inclusività" anti-casta di ho cui parlato all'inizio. Il primo riguarda le dinamiche organizzative del Movimento che ho visto in occasione della presentazione della lista alle elezioni comunali. Ad esse, infatti, non abbiamo potuto partecipare, a causa di gabbole burocratiche incomprensibili, rimaste irrisolte poiché il cd. “Staff”, cioè le quattro persone che insieme a Grillo e Casaleggio decidono l’intera organizzazione del Movimento, per due mesi è stato irraggiungibile per chiunque, Parlamentari compresi, mostrando un totale disimpegno verso le questioni politiche locali e soprattutto aspetti direi “esoterici”.