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SCENARIO/ Il Nord boccia il "forza-leghismo" e il Gran Demiurgo accende ceri

Pubblicazione:mercoledì 29 maggio 2013

Berlusconi è preoccupato (Foto: Infophoto) Berlusconi è preoccupato (Foto: Infophoto)

Ma che non può dirlo più di tanto, perché il padre fondatore e azionista di maggioranza, nonché l’unico che prende i voti, non è d’accordo. Una situazione politicamente folle, a ben guardare, e non facile da gestire, soprattutto in prospettiva. E gli elettori non è che non se ne accorgano: così, tra generico astensionismo da sfiducia totale nella politica e astensionismo specifico dell’elettore berlusconian-pidiellino, i voti dalle urne continuano a evaporare. 
A questo va aggiunto un altro dato estremamente significativo: la débacle della Lega, che ha perso, e molto male, ovunque, nelle sue terre. Dimostrando di essere ormai un movimento a fine ciclo. Il che porta con sé una conseguenza fondamentale a livello nazionale: il “forza-leghismo”, che è stato il vero motore e il punto di attacco ideologico del centrodestra per vent’anni è storicamente finito, in quella formula. Fare finta di niente, confidando che al Nord la sinistra non riuscirà mai a sfondare davvero, può essere molto pericoloso. Che succederà quando – in un intervallo che va da uno a quattro anni – si tornerà alle elezioni? Ci sarà ancora il Gran Demiurgo a riunire e far risorgere il suo popolo disperso, ma senza saper bene che farsene poi, o ci sarà un partito con un’altra visione di insieme, ma senza un popolo pronto a seguirlo? Per il momento, accendere i ceri.



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