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Politica

SCENARIO/ Sardo (l’Unità): Pd, basta con le primarie

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Siamo in una fase di grande incertezza, indubbiamente, e questo può creare squilibri. Tuttavia, la distinzione tra chi proviene da una tradizione moderata e chi da una tradizione di sinistra non è così determinante. Certo, non si può negare che tra i gruppi dirigenti esistano dinamiche correntizie che discendono da antiche appartenenze. Ma sarebbe scorretto pensare che il Pd rappresenti due anime distinte che hanno optato per il compromesso. Il partito, al contrario, è animato da una profonda unitarietà.

 

Lei, allora, come definirebbe personaggi come Pippo Civati, Laura Puppato, Sandra Zampa, Sandro Gozi, o Stefano Fassina?

Questo elenco dimostra proprio quanto gli umori, le preoccupazioni, le difficoltà e le incertezze presenti nel partito non facciano riferimento a dinamiche correntizie vere e proprie; costoro, infatti, non si possono semplicemente definire come ex margheritini o ex Ds. Siamo, invece, di fronte ad una rappresentanza del disagio trasversale. Ripeto, il nucleo culturale e ideale resta intatto.

 

E’ vero che l’assemblea è stata rinviata a dopo la nomina dei sottosegretari in modo da poter disporre di un quadro degli equilibri interni?

Il Pd, semplicemente, non ha voluto anteporre le sue questioni interne al bene del Paese, e ha voluto mettere le sue risorse al servizio del buon funzionamento del governo.

 

Come sarà giocata la partita per la reggenza del Pd da qui al congresso? In molti sostengano che dovrà essere indicata una figura di garanzia per tutte le fazioni e che, quindi, nel prossimo congresso, non dovrà candidarsi alla segreteria.


COMMENTI
03/05/2013 - primarie (luisella martin)

Credo che le primarie servano in un sistema elettorale in cui ci sono i grandi elettori, come in America. Penso che le primarie italiane siano state un modo per gettare fumo negli occhi degli elettori, raccontando di un metodo democratico ove al contrario, si utilizzava un metodo inutile e probabilmente comodo solo a un gruppo dirigente.