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COSTI POLITICA/ Abolito il finanziamento pubblico ai partiti, risorse solo a chi ha uno statuto

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“È abolito il finanziamento pubblico ai partiti. I partiti e i movimenti politici sono beneficiari di forme di contribuzione volontaria privata agevolata alle condizioni previste dalla presente legge”. Recita così il primo dei 15 articoli totali del disegno di legge "Disciplina del finanziamento dei movimenti e partiti politici", approvato poco fa dal Consiglio dei ministri, in cui viene stabilito che i partiti che non adotteranno uno statuto, con criteri di trasparenza e democraticità, non potranno essere ammessi a benefici come le detrazioni per le erogazioni volontarie, la destinazione volontaria del 2 per mille e la concessione gratuita di spazi e servizi. Le uniche modalità di sostegno previste saranno quindi erogazioni volontarie con detrazioni del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro (e del 26% per tutti gli altri) fino a un massimo di 20mila, ma anche la destinazione volontaria del 2 per mille e la concessione gratuita di spazi, anche televisivi, e servizi. L'abolizione del finanziamento pubblico, viene inoltre spiegato nel testo, avverrà in modo graduale e spalmata nell'arco di tre anni: la riduzione sarà infatti del 60% nel primo anno, del 50% nel secondo e del 40% nel terzo anno, dopo di che verrà definitivamente abolito.



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