BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

CASO PIZZAROTTI-M5S/ Tutti a scuola di politica, il web di Beppe Grillo non basta più

Sia Grillo che Pizzarotti hanno capito che il nuovo mondo profetizzato da Casaleggio dove nel 2054 si eleggerà via web il governo mondiale può attendere, il paese no. ANDREA ANSALONI

InfophotoInfophoto

Ma non bastava la rete? No, evidentemente, alla fine non basta, se il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha deciso di convocare nella città ducale una sessantina di aspiranti amministratori locali 5 Stelle di tutta Italia per quella che è sembrata una vera e propria scuola di partito.

Come erano le vecchie Frattocchie del Pci. Se solo il termine si potesse usare senza correre il rischio di ricevere una querela per direttissima.

Evidentemente i Meetup, le consultazioni online, i social network, i blog, che tanta importanza hanno avuto e hanno nel rendere virali i temi del movimento in una società civile stanca della vecchia politica e delle sue parole d’ordine, non sono più sufficienti in questa nuova fase. Quella, per intenderci, in cui dalle dichiarazioni di principio si deve passare alle soluzioni concrete. Preferibilmente efficaci. La rete ha una potenza straordinaria, ma a tutt’oggi non riesce a fare tutto. Anzi.

E' quello che deve aver pensato anche il sindaco Pizzarotti nel convocare (comunque attraverso Facebook) lo stage di formazione per probabili futuri amministratori 5 Stelle: “In tanti mi chiedevano di incontrarmi per consigli o spunti dalla mia esperienza. Non potendo andare in ogni parte d’Italia, ho pensato di organizzare questa giornata per incontrare tutti in una volta sola”.

Chi ambisce ad amministrare, va a farsi spiegare di cosa si tratta da chi lo sta già facendo, cercando (comprensibilmente) di evitare la rincorsa dell’autodidatta toccata allo stesso Pizzarotti. Semplice no? Quasi banale. Eppure è bastato questo per mettere in agitazione il sistema dei media ormai specialisti nella disciplina del “hai visto che alla fine ci cascano anche i grillini?”.

Ma non è questo il punto. Stupirà, ma nell’esperienza amministrativa parmigiana dei 5 Stelle, la rete, pur continuamente evocata come strumento di democrazia e partecipazione, non è che abbia poi un ruolo così determinante. Almeno nei numeri.

In un anno amministrativo – spiega Andrea Marsiletti, direttore del quotidiano online Parmadaily.it e osservatore non prevenuto della galassia grillina – il Comune ha promosso un solo sondaggio telematico (sulla qualità dell’aria) in cui ha votato solo lo 0,3% dei parmigiani e qualche discussione pubblica via web su welfare, regolamenti, servizi per l’infanzia che hanno visto, in tutto, poche decine di partecipanti. Al contrario, le assemblee nei quartieri cittadini promosse dall’Amministrazione incontrano partecipazione, consenso ed entusiasmo”.

Questo non accade solo a Parma: che peso avrebbero avuto 4.677 (quattromilaseicentosettantasette) voti delle “Quirinarie” grilline che hanno fatto di Rodotà il candidato del “popolo del web”, senza la gente in piazza a protestare con quel nome (sconosciuto ai più) scandito a gran voce e scritto sui cartelli? Di certo non avrebbero avuto la forza di modificare l’agenda politica del Paese, impallinare Marini e Prodi, costringere alla conferma di Napolitano e liquefare il Pd.