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CECILIA KYENGE/ Sì allo "ius soli", ma il Pdl minaccia di lasciare il governo

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Dopo la faccenda Imu adesso lo scontro potrebbe essere sul cosiddetto ius soli. Berlusconi ha già detto più volte, l'ultima anche oggi, che se l'Imu non verrà del tutto abolito e non solo sospesa, il suo partito potrebbe non dare la fiducia al governo. Stesso discorso sembra aprirsi sulle parole del ministro per l'integrazione Kyenge che ha fatto sapere essere sua intenzione ottenere il diritto di cittadinanza italiana per i figli degli immigrati nati in Italia. Il caso è stato già argomento di discussione, con il capo dello Stato Giorgio Napolitano che lo ha espressamente invocato e con il centro destra, Lega in primis, contrario. Lo scontro dunque si rinnova: Gasparri del Pdl ha fatto sapere che un provvedimento del genere non verrà mai votato dal suo partito al che la risposta del capogruppo Pd al senato Roberto Speranza è stata: non accettiamo diktat. Oggi a Modena, la sua città dove risiede da quando è arrivata dal Congo, il nuovo ministro ha consegnato l'attestato di cittadinanza italiana a sei stranieri che l'hanno ottenuto secondo la legge odierna: dieci anni di residenza nel nostro paese. Parlando in questa occasione ha detto come obbiettivo di un governo è lavorare insieme e perciò cercherà di ottenere un dialogo con il Pdl per arrivare a una legge sul tema condivisa. E' del tutto favorevole il presidente della camera Laura Boldrini: "In Italia sarebbe veramente auspicabile rivedere la legge sulla cittadinanza e da lì sviluppare una normativa che sia all'altezza delle nuove sfide" ha detto. Elvira Salvino del Pdl ha invece obiettato che una legge del genere non è assolutamente prioritaria oggi, ma può anche essere motivo di scontro fra i partiti della maggioranza. Meglio rimandare ad altro tempo. 



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COMMENTI
05/05/2013 - commento (francesco taddei)

chi è ministro pensi all'italia non all'estero.